Artigiani in rivolta: «l'aumento di tasse ci strangola»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Il Comune di Teramo, nel passaggio dalla Tarsu alla Tia, ha aumentato in alcuni casi anche del 60% il costo per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalle imprese. A Giulianova, il Comune oltre ad aver maggiorato del 25% il costo per i rifiuti, ha aumentato del 100% l'imposta comunale per le insegne pubblicitarie e per le affissioni dei manifesti nelle zone più centrali della città.
Ai nuovi provvedimenti si ribella l'associazione provinciale Casartigiani, gruppo Consoform di Teramo e i suoi tremila associati.
«Queste ultime decisioni», spiegano i rappresentanti, «ci portano al fallimento e alla chiusura».
«Le amministrazioni locali continuano a colpire», spiega il presidente Giulio Falone, «l'asse portante del nostro sistema economico, senza intervenire, invece, sull'improduttività dell'apparato pubblico che in questi giorni viene premiato dal Governo centrale con 110 Euro di aumento nello stipendio dei pubblici dipendenti».
Una situazione che la categoria non riesce più a fronteggiare e che rende incerto il futuro di molte aziende medio-piccole.
L'Apa Casartigiani chiede quindi l'intervento politico urgente della Provincia di Teramo, in particolare dell'assessorato provinciale alle Attività produttive, «per evitare che i Comuni del nostro territorio continuino a fare scelte amministrative a danno delle aziende artigiane».
Nei giorni scorsi, come aveva raccontato il Direttore provinciale della Cna, Gloriano Lanciotti sono stati tanti gli artigiani a vedersi recapitare bollette capogiro.
Tra i tanti, l'esempio eclatante di un'officina meccanica di Teramo che quest'anno dovrà pagare 1.228 euro di Tia, rispetto alle 519 euro pagate nel 2004 o una attività commerciale del centro storico che dovrà sborsare 2.800 euro, a fronte di 300 euro circa pagate lo scorso anno.
«Il risultato- commenta Lanciotti- è che le tasse aumentano, mentre mancano gli aiuti e le infrastrutture per valorizzare e sostenere lo sviluppo dell'economia locale».
A tal proposito, la Cna torna a parlare dell'abbandono in cui riversa l'area artigianale di Villa Pavone. Con una lettera al sindaco Gianni Chiodi, la confederazione aveva segnalato pochi mesi fa l'assenza di infrastrutture adeguate che costringe gli imprenditori della zona a delle vere e proprie carambole per raggiungere i propri capannoni.
Oltre a non esserci sufficiente illuminazione, non tutte le strade sono asfaltate e mancano le bocchette per la raccolta dell'acqua.

ANCHE I CITTADINI IN RIVOLTA

Ma non sono solo i piccoli imprenditori a ribellarsi alla nuova ondata di aumenti. «E' in arrivo una gragnuola di tasse e imposte per noi cittadini», commenta il movimento civico "Poveri Giuliesi". «Oltre all'aumento della Tarsu, l'addizionale Irpef passerà dal 5 al 6 per mille, smentendo quando promesso nel programma elettorale in cui si assicurava ( pag. 9, punto 4) che "il ripiano del debito dell'amministrazione comunale sarà realizzato con misure che non graveranno sui cittadini".


LA CNA DIFENDE GLI ARTIGIANI