Camorrista latitante arrestato a Vasto

Alessandro Biancardi

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VASTO. Vincenzo Acanfora ha finito ieri sera la sua latitanza ed è stato arrestato dalla squadra Mobile della Questura di Napoli, in collaborazione con gli agenti di Vasto, mentre stava passeggiando sul lungomare di Marina di Vasto, con alcuni parenti.
Acanfora, 47 anni, pluripregiudicato per associazione di tipo mafioso, violazione della normativa sugli stupefacenti e le armi, era ritenuto dalle forze dell'ordine un «elemento di spicco» del clan Aprea che controlla gli affari illeciti del quartiere di Barra, alla periferia orientale di Napoli.
L'uomo era latitante dallo scorso novembre dopo che il Tribunale di Napoli lo aveva condannato a nove anni di reclusione e 2.000 euro di multa per estorsione continuata ed aggravata.
Per sfuggire alla cattura si era dotato di un documento di identità falso in cui era riportato il nome Giovanni Manna. Viveva, non si sa ancora con precisione da quanto, a Marina di Vasto, in un appartamento preso in affitto che divideva con alcuni familiari.
«Vincenzo Acanfora», ha raccontato questa mattina il questore di Chieti Giuseppe Fiore, (che ha ricordato di conoscere la fama del pregiudicato da quando era capo della squadra mobile della Questura di
Napoli) «era uno dei quindici camorristi denunciati dalla coraggiosa imprenditrice napoletana Silvana Fucito, che decise di ribellarsi alle pressioni del clan Aprea, quando il suo negozio di vernici finì completamente distrutto in un incendio, nel 2002».
«Questo arresto adesso chiude il cerchio», ha commentato la Fucito che dopo la denuncia, insieme al marito ha messo in piedi una organizzazione che si batte per debellare il fenomeno del racket.
Acanfora, infatti, era l'ultimo camorrista ancora latitante fra i 15 che l'imprenditrice denunciò.
«Questa è una prima importante risposta data dalle Forze dell'ordine alla popolazione di Vasto», ha commentato ancora il questore, «dopo il vertice sull'ordine e la sicurezza», che si era tenuto la scorsa settimana alla presenza del Prefetto Aldo Vaccaro.


30/04/2007 14.39