Montesilvano: imminenti nuovi sviluppi per l'inchiesta Ciclone

Alessandro Biancardi

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Montesilvano: imminenti nuovi sviluppi per l'inchiesta Ciclone
MONTESILVANO. Sono ormai imminenti i nuovi sviluppi dell'inchiesta "Ciclone" (condotta dalla polizia di Pescara) che alla fine dell'ottobre scorso portò in carcere il sindaco della Margherita Enzo Cantagallo, alcuni uomini della giunta, dipendenti comunali e ha iscritto nel registro degli indagati una sfilza di nomi sempre più lunga. Le certezze al momento sono poche ma si possono riassumere così: nessuno degli uomini indagati fin dalla prima ora dell'inchiesta ne è uscito, le accuse sono tutte formalmente in piedi, che significa una sola cosa: le prove raccolte dagli uomini coordinati da Nicola Zupo non sono state smontate dalle diverse tesi difensive (tesi che peraltro quasi per nessuno ha previsto la piena confessione e la collaborazione con gli inquirenti). TUTTO SULL’INCHIESTA CICLONE
Altro dato certo è che per alcuni degli indagati le posizioni sono addirittura peggiorate, perché nel corso di questi mesi di studio e di reperimento di altre prove sarebbero emersi nuovi e preoccupanti elementi che disegnano uno scenario sempre più ampio di corruzione tra pubblici ufficiali, amministratori ed imprenditori locali del mattone.
«Non è affatto vero che una volta usciti di galera le accuse a carico degli indagati siano venute meno», fanno sapere fonti della procura, probabilmente preoccupati dalla diffusione di voci (alimentate proprio dagli stessi interessati) per cui la fine delle misure cautelari equivalga ad essere stati scagionati del tutto.
E' appena il caso di ricordare come in questa intricata vicenda di corruzione si sia solamente all'inizio delle indagini che probabilmente si concluderanno fra diversi mesi; sarà poi il pubblico ministero, Gennaro Varone, della procura di Pescara a valutare gli elementi raccolti ed eventualmente a proporre al giudice delle indagini preliminari un eventuale rinvio a giudizio per i diversi indagati, caso per caso.
Solo a quel punto il giudice valuterà l'opportunità dell'apertura di un processo a carico dei rinviati a giudizio ed allora saremo all'inizio del vero e proprio dibattimento nel quale le prove di accusa e difesa si confronteranno e al termine del quale avremo la sentenza di primo grado.
Dunque un percorso ancora molto lungo per arrivare a sancire l'eventuale colpevolezza o l'assoluzione definitiva di tutti i coinvolti che nel frattempo si sono dati da fare e alcuni di loro sono in queste ore impegnati persino in prima persona -o attraverso uomini di loro fiducia- nella infuocata campagna elettorale, occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire, nonostante gli "incidenti di percorso".
Altra notizia che trapela dalla procura è che tutti i documenti sequestrati nelle diverse fasi dell'inchiesta sono stati analizzati dai consulenti e studiati punto per punto.
Sarebbe stata ricostruita alla perfezione tutta la storia amministrativa del Comune di Montesilvano degli ultimi 15 anni, dunque ben oltre l'attività della giunta Cantagallo, il che probabilmente potrebbe far emergere responsabilità di amministratori di una o due giunte precedenti quella del sindaco arrestato.
Nella lente di ingrandimento della procura è finita l'urbanistica
"creativa": accordi di programma, appalti, lavori pubblici, varianti al Prg e servizi vari. Numerose vicende che potrebbero aver fatto emergere nuove irregolarità per ipotesi di reato che vanno dal falso alla corruzione alla associazione a delinquere.

FILONE D'INCHIESTA E ELEZIONI

Nel nuovo filone già da alcune settimane sono finite 15 persone tra amministratori e imprenditori (tra vecchi e nuovi).
In cima alla lista dei nomi eccellenti, c'è sempre l'ex primo cittadino Enzo Cantagallo da alcune settimane non più soggetto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Figurano poi il vicesindaco Marco Savini (che in extremis ha ritirato la propria candidatura), l'ex assessore ai lavori pubblici Cristiano Tomei indagato per associazione a delinquere, abuso d'ufficio, corruzione, e calunnia (quest'ultima accusa mossagli per aver confezionato –insieme allo stesso sindaco- una lettera anonima per screditare il lavoro e la persona del capo della Volante Nicola Zupo che stava indagando).
Lui, uscito dalla Margherita, rispunta fuori nelle prossime elezioni nella lista Italiani di Mezzo-Lavoriamo con Kennedy.
L'ex assessore indagato Paolo Di Blasio sarà "virtualmente" in campo:
concorre alla gara elettorale la sua lista "Nuovo Arcobaleno", coordinata da Giampiero Meloni, in cui è presente un certo Stefano Di Blasio, suo figlio, e omonimo del consigliere storico della Margherita, ex presidente dell'ente manifestazioni e padre del direttore della Deborah Ferrigno.
L'Arcobaleno sosterrà la candidatura di Leo Brocchi (Udeur più liste civiche), che potrebbe portare ad un "sindaco tecnico" ma non segnare la svolta con il passato. Brocchi, infatti, è l'ex city manager della giunta Gallerati.
Ancora tra gli indagati figurano l'ex assessore Attilio Vallescura, Rolando Canale, Vincenzo Cirone e Guglielmo Di Febo, e poi ancora gli imprenditori Michele D'Andrea e Franco Olivieri, famosi per aver realizzato l'area del Warner Village e che volevano realizzare la torre sul mare. Vladimiro Lotorio (ex capogruppo della Margherita), Duilio Ferretti e il figlio Gianni, Antonio Camperchioli (la figlia Lucia è candidata nella lista Italiani di Mezzo), Luciano Melchiorre di Camel Costruzoni e Marco Loco.
Gli inquirenti avrebbero ricostruito tutte le fasi della famosa e contestata Torre sul mare, il progetto che l'imprenditore del mattone D'Andrea avrebbe voluto realizzare nella zona dei grandi alberghi con l'impegno di realizzare il teatro da 500 posti.
Il lavoro continua frenetico nella individuazione delle prove che possano giustificare nuovi capi di imputazione.
E' solo questione di tempo e dipenderà soltanto dalla procura la scelta del momento per intervenire nuovamente.
Prima o dopo queste nuove elezioni non lo si può dire.
Dunque, sarebbe solo questione di tempo: è certo che nuovi intrecci di corruzione emergeranno in quella zona che il procuratore della Repubblica, Nicola Trifuoggi, ha definito, «una repubblica anarchica da sempre» sottolineando l'assenza delle più elementari norme del codice civile e penale.

30/04/2007 8.55