Omicidio di Manuela Di Cesare: le tracce portano fuori l’Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Omicidio di Manuela Di Cesare: le tracce portano fuori l’Abruzzo
PESCARA. L’omicidio di Manuela di Cesare, la ex trans uccisa una settimana fa nella sua casa della zona Colli, potrebbe portare una soluzione imminente. Nel momento in cui si scrive sono in corso alcune perquisizioni in regioni limitrofe, confinanti e non con l’Abruzzo. La Squadra mobile, diretta da Nicola Zupo, sta seguendo scie precise e si sa che nelle regioni vicine c’è un “gran movimento”. Perquisizioni in abitazioni ed uffici potrebbero essere in atto in Campania e Lazio, zone dalle quali evidentemente provenivano i tanti clienti reperiti grazie al web da Manuela.
Sarebbero saltate fuori, quindi, alcune tracce telefoniche ed altre dalle email dell'ex trans che hanno permesso di ricostruire i fitti rapporti che Manuela aveva, poiché non era riuscita a venir fuori dal mondo della prostituzione.
«Basta chiamare», assicurava lei, «e arrivo dove ti trovi».
Gli inquirenti potrebbero essere in queste ore sulla pista giusta, anche grazie ai risultati delle analisi già a disposizione.
Si tratta ancora di una minima parte, perché altre analisi saranno disponibili solo tra 30 giorni. Ma alcuni potrebbero aver dato gli indizi esatti per mettersi sulla pista dell'assassino. Magari qualche impronta sfuggita al carnefice che sarebbe rimasto nell'appartamento per alcune ore nel tentativo di pulire e nascondere alcune tracce.
Gli inquirenti non negano le difficoltà, riscontrate soprattutto per il lasso di tempo ormai trascorso.
Tutto tempo utile per l'assassino per allontanarsi dalla scena del crimine e crearsi in tutta tranquillità anche un alibi. Molto difficili sono ritenute le possibilità di rinvenire l'arma del delitto.
Sul caso, secondo la polizia, sarebbero state scritte numerose imprecisioni.
A quanto PrimaDaNoi.it ha potuto apprendere, l'assassino, o comunque il principale sospettato sarebbe solo uno, ma non si esclude che potesse essere accompagnato.
«Abbiamo le idee molto chiare», dicono gli inquirenti.
Sembrerebbero dunque aprirsi in direzione diversa le indagini rispetto ai sospettati della prima ora.

L'ARMA DEL DELITTO

L'arma del delitto sarebbe stata individuata.
Di certo si apprende che «non è un posacenere» e non è un'ascia (pure ipotizzata) .
Altri particolari al momento non trapelano, né si capisce bene che tipo di rapporto potesse esserci tra omicida e vittima.
Se in un primo momento si era parlato di un ipotetico fidanzato o di una persona che conosceva bene Manuela la polizia non precisare nient'altro.
Secondo gli inquirenti si avrebbe una sola possibilità di arrivare all'autore del delitto.
Riuscire a trovare la corrispondenza tra gli indizi già in mano alla squadra mobile ed eventuali riscontri dalle indagini potrebbe essere solo questione di ore.

28/04/2007 12.47