La storia di Adelina, schiava della prostituzione ora lotta contro il racket

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il gruppo Verdi della Regione Abruzzo e l’associazione Gaya CsF hanno presentato la prima di una serie di iniziative dedicate alla difesa dei diritti civili ed umani, con il libro “Libera dal racket della prostituzione”, il racconto di Adelina, ragazza albanese rapita quando era ancora un’adolescente dal racket e costretta a prostituirsi in Italia.
La donna ha dovuto subire anni di violenze e torture di cui porta ancora i segni sulla pelle, fino a quando ha trovato il coraggio di ribellarsi ai suoi sfruttatori e li ha denunciati ai Carabinieri di Tricarico, in provincia di Matera. La denuncia di Adelina ha portato, nel 2002, a 40 arresti e 80 denunce, per questo la ragazza continua a ricevere minacce di morte, l'ultima la scorsa settimana.
Ora sta portando in giro per tutta Italia la sua esperienza, per sensibilizzare la gente comune su queste tematiche e per sostenere tutte quelle ragazze che come lei hanno trovato il coraggio di ribellarsi a questa nuova forma di schiavitù.
Per questo motivo Adelina ha ideato il “Progetto Tricarico”, con l'obiettivo di offrire una casa e un'alternativa di vita alle giovani schiave del sesso che trovano il coraggio di dire basta, una struttura nella quale saranno accolti anche cani abbandonati.
A presentare l'iniziativa sono stati ieri in conferenza stampa l'ideatrice del progetto, Adelina, il capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale, Walter Caporale, e la presidente dell'associazione Gaya CsF, Carla Liberatore.
«I Verdi e l'associazione Gaya si occupano ogni giorno di diritti civili ed umani – ha affermato Caporale – il racket della prostituzione è solo una delle argomentazioni di cui si vuole iniziare a discutere, per creare anche nella nostra regione strutture di sostegno per tutte quelle donne che vengono schiavizzate, costrette a prostituirsi e che subiscono violenze».
Adelina, che ora sta scrivendo un altro libro, dal titolo “Le stelle del cuore” ha spiegato: «dedico il progetto Tricarico a tutte le forze dell'ordine e in particolare alla Compagnia dei Carabinieri di Tricarico, al Maggiore Mario Tusa e al colonnello Giacomo Vilardo, eroi del nostro tempo perchè grazie alla loro tenacia, dal 1998 al 2002 sono state sottratte alla criminalità organizzata più di 500 donne».
M.I.
24/04/2007 20.29