Distretto Industriale Vibrata-Tordino-Vomano, potrebbe essere la fine

Alessandro Biancardi

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TERAMO. In prossimo 24 Maggio l'assemblea straordinaria del distretto deciderà se proseguire o scogliere la società. Un ultimatum lanciato alla Provincia di Teramo e alla Regione per verificare se vi è una «concreta e celere» volontà di venire incontro alle richieste avanzate.
Il distretto Industriale Vibrata- Tordino- Vomano è tra gli assi portanti dello sviluppo economico provinciale, con circa 19.000 imprese attive, di cui circa 3.300 appartengono al settore manifatturiero. 20 i comuni che ne fanno parte, con una popolazione di gran lunga superiore a quella media nazionale di altri distretti.
Ma è da tempo che i membri del Consiglio di amministrazione denunciano la totale mancanza di fondi e la conseguente impossibilità di investire in sviluppo e innovazione dell'imprenditoria distrettuale.
Così l'ultimatum rappresenta «una presa di posizione drastica alla luce di una palese e a volte addirittura indifferenza da parte delle istituzioni Provinciali e Regionali».
A scelta è matura da un duplice motivo. «Il primo», ha spiegato il presidente del distretto industriale Gloriano Lanciotti, «è un'imposizione giuridica: in base all'articolo 2484 del codice civile ,se una società è in perdita di oltre un terzo del capitale, deve aumentare il medesimo o trasformare la società, la questione è che allo stato non esiste nessun capitale». Il secondo motivo è di carattere prettamente politico: «i membri del Cda della società del Distretto non intendono essere conniventi di un sistema politico che agisce nei soli termini dell'auto-referenzialità e che unica competenza dimostrata è quella dell'arrangiarsi».
La Regione, inoltre, non ha ancora comunicato il nome del Coordinatore del Comitato di Distretto, che di fatto «ci impedisce di fare qualunque programmazione», ma avrebbe disposto di tagliare i gettoni di presenza del Cda dei Comitati dei Distretti Industriali.
«Forse qualcuno non sa», ha chiarito il presidente, «che i Comitati di Distretto non hanno mai preso gettoni di presenza, nè tanto meno indennità di carica».

24/04/2007 9.33

LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA D'AGOSTINO

«Come è noto – afferma il presidente D'Agostino - le competenze in materia di politica industriale, e in particolare di costituzione e organizzazione di distretti industriali, sono affidate dalla legge alle Regioni. E' evidente quindi che spetta alla Regione Abruzzo l'adozione di decisioni riguardanti il futuro del distretto Vibrata-Tordino-Vomano. Tuttavia la Provincia di Teramo, dopo averlo concertato con le associazioni imprenditoriali e sindacali, ha da tempo proposto il rilancio dell'esperienza del distretto industriale anche attraverso una rivisitazione del suo ruolo e della sua stessa configurazione giuridica che richiederebbe una revisione della legge regionale».
«Tale proposta», continua il presidente, «è contenuta del resto nel documento sulla vertenza Teramo, approvato dal consiglio provinciale, e ne costituisce uno degli obiettivi principali. Procederemo nei prossimi giorni alla convocazione di una riunione dell'Osservatorio provinciale dell'economia e dello sviluppo al fine di precisare e approfondire ulteriormente le proposte da portare al confronto con la Regione Abruzzo. Va ricordato inoltre che la Provincia di Teramo sta svolgendo una funzione di primo piano nel processo di formazione del distretto agroalimentare, che può costituire uno strumento importante di promozione dello sviluppo in questo specifico settore».

24/04/2007 15.57