Agricoltori al limite dell’esasperazione: «basta danni dai cinghiali»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La CIA-Confederazione Italiana Agricoltori e la Coldiretti, a nome delle imprese agricole ricadenti nei Comuni dell’area montana della Provincia di Teramo, hanno inviato al Commissario dell’Ente Parco Gran Sasso e Monti della Laga e al Presidente della Giunta Provinciale di Teramo, una petizione popolare con circa 5.000 sottoscrizioni, per denunciare il perdurare dei gravi danni alle colture cagionati dalla fauna non protetta e specificatamente dai cinghiali.

TERAMO. La CIA-Confederazione Italiana Agricoltori e la Coldiretti, a nome delle imprese agricole ricadenti nei Comuni dell'area montana della Provincia di Teramo, hanno inviato al Commissario dell'Ente Parco Gran Sasso e Monti della Laga e al Presidente della Giunta Provinciale di Teramo, una petizione popolare con circa 5.000 sottoscrizioni, per denunciare il perdurare dei gravi danni alle colture cagionati dalla fauna non protetta e specificatamente dai cinghiali.

«Assistiamo impotenti - sostengono le due Organizzazioni Agricole - ad un crescente aumento di danni registrati dalle aziende agricole sulle colture cerealicole, foraggiere, orticole, e altre colture specializzate, tanto da mettere in crisi la loro stessa futura esistenza. La popolazione dei cinghiali – continua il comunicato congiunto - è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni e, purtroppo, nessuna politica risolutiva è mai stata messa in atto dalle amministrazioni interessate a controllare la sovrappopolazione della specie. A tutto ciò va aggiunto l'assoluta inefficienza di un sistema risarcitorio delle amministrazioni competenti che solo parzialmente indennizzano i danni subiti e, quando lo fanno, questo avviene con una esasperante lentezza».
La Confederazione Italiana Agricoltori e la Coldiretti della Provincia di Teramo, ribadiscono che il problema è di assoluta urgenza soprattutto in presenza di una annata agricola, come quella attuale, che non si presenta certamente positiva per gli agricoltori.
Le Organizzazioni Agricole invitano l'Ente Parco e la Provincia ad attuare in maniera sollecita un piano di intervento condiviso attraverso l'istituzione di un tavolo tecnico-rappresentativo di tutte le parti interessate che miri, fissando tempi definiti ed obiettivi precisi, a ridurre la popolazione dei cinghiali al giusto livello di sostenibilità specie-ambiente.
«Questo risultato è possibile raggiungerlo - sostengono CIA e Coldiretti - attraverso l'introduzione di recinti di cattura permanenti all'interno dei confini del Parco dell'area interessata e, relativamente alle aree fuori Parco, predisponendo un programma di abbattimento selettivo permanente vero e definitivo che, attraverso censimenti ed interventi continui, assicuri un livello di presenza della specie confacente con la superficie territoriale e la sua conformazione naturale».
La petizione, sottoscritta da circa 5000 imprese agricole, si conclude con la richiesta di fornire recinti elettrificati gratuiti alle aziende agricole interessate dal fenomeno devastante e chiedendo indennizzi veramente ristoratori dei danni subiti e tempi di erogazione degli stessi certi e rapidi.
20/04/2007 8.33