Inchiesta Fira: fine dell'obbligo di dimora per Masciarelli & Co.

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Libertà per Giancarlo Masciarelli e Marco Picciotti. Lo ha stabilito questa mattina il Gip del Tribunale di Pescara, Guido Campli, su richiesta del sostituto procuratore, Filippo Guerra, titolare dell'inchiesta sulla Finanziaria regionale. Nessun obbligo dunque per i principali indagati nell’inchiesta Bomba.
L'ex manager della Finanziaria regionale era ritornato in libertà già lo scorso 19 marzo ma con l'imposizione di obbligo di dimora, libero di circolare, quindi, ma non di allontanarsi dal comune di residenza.
Adesso invece, può considerarsi un uomo libero, su cui però, incombono ancora tre grossi filoni di inchiesta (fondi Docup, fallimento Delverde e cartolarizzazione della Sanità) e soprattutto accuse gravissime dalle quali dovrà tentare di difendersi nei processi futuri, anche grazie all'avvocato "mediatico" di cui si è avvalso ormai da mesi, Carlo Taormina.
Oltre a Masciarerlli, il giudice per le indagini preliminari ha concesso la libertà anche ad altri arrestati nell'ambito della stessa inchiesta: l'imprenditore di Altino e braccio destro di Masciarelli, Marco Picciotti, Paolo De Michele, Pietro D'Arcangelo, l'ex direttrice della Fira, Carolina D'Antuono, Silvio Cirone, Ivan Marinelli, Giovanni Cirulli.
Tutti liberi dunque, tranne D'Arcangelo, ancora ai domiciliari perché destinatario di due misure cautelari. Barbara Picciotti, Vincenzo Trozzi e Domenico Grossi si trovavano già in libertà da alcuni mesi.
Gli indagati erano stati arrestati nel corso di un'operazione condotta dalla Guardia di Finanza che il 27 ottobre scorso ha dato il via ad una delle inchieste più dirompenti della nostra regione.
Le indagini tuttavia non sono terminate ma continuano con nuove scoperte e prove che confermano ulteriormente il degrado politico-culturale-sociale nel quale maturavano le truffe.
Le notizie sui giornali nelle ultime settimane stanno diminuendo sempre più fino a scomparire del tutto. Eppure sarebbero sempre più le società finite nel mirino della guardia di Finanza nell'ambito dei finanziamenti Docup pilotati.
Ma la notizia di oggi è la libertà per menti ed esecutori della distorsione di un sistema che ha penalizzato centinaia di aziende abruzzesi oneste.
18/04/2007 14.29