50 sindaci dicono no all’accorpamento delle sedi del giudice di pace

Alessandro Biancardi

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ORSOGNA. Circa cinquanta sindaci della provincia di Chieti, riuniti nel Centro polivalente di Orsogna convocati dal deputato Lanfranco Tenaglia (responsabile nazionale Giustizia della Margherita), hanno espresso unanime contrarietà a qualsiasi ipotesi di accorpamento delle sedi dei giudici di pace nel territorio provinciale, come prospettato dal Ministero della Giustizia.
All'incontro hanno partecipato anche i presidenti dei Consigli dell'Ordine degli avvocati di Chieti, Lanciano e Vasto; il senatore Giovanni Legnini; il consigliere regionale Camillo D'Alessandro; il presidente del Comitato nazionale di coordinamento degli ordini forensi minori, l'avvocato Walter Pompeo.
Tutti i sindaci si sono impegnati a proporre apposite delibere ai rispettivi Consigli comunali, nelle quali esprimeranno la contrarietà alle ipotesi di accorpamento, evidenziando le specificità dei singoli circondari. Si inviterà il Ministero a tenere conto, ad esempio, delle difficoltà di collegamento tra i vari centri e degli elementi di sviluppo economico e sociale che caratterizzano il territorio.
Le sedi per le quali si prospettano gli accorpamenti sono quelle di Castiglione Messer Marino, Orsogna, Casoli, Villa Santa Maria e Lama dei Peligni.
Gli amministratori hanno sottolineato che tutti i Comuni di recente hanno effettuato importanti opere di ristrutturazione degli edifici sede dei giudici di pace, per metterli a norma e offrire strutture pienamente efficienti.
I sindaci hanno firmato un ordine del giorno da inviare al Consiglio giudiziario della Corte di appello dell'Aquila che, martedì prossimo, si riunirà per esprimere il parere sull'ipotesi di accorpamento. I Consigli dell'Ordine degli avvocati di Chieti, Lanciano e Vasto hanno già approvato delibere nelle quali hanno espresso parere contrario agli accorpamenti.
Tenaglia ha assunto l'impegno di seguire gli sviluppi della procedura presso il Ministero di Giustizia, di concerto con gli altri parlamentari abruzzesi.
«Se dovesse esserci la necessità – ha riferito Tenaglia –, sarà mia cura chiedere un incontro con il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e con il sottosegretario Luigi Scotti, delegato alla procedura».

14/04/2007 8.36