Domani cerimonia per il Villaggio Mediterraneo ma non ci sono le autorizzazioni

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Ci sarà una solenne cerimonia domani 12 aprile 2007 per la posa della prima pietra del Villaggio Mediterraneo per i giochi di Pescara 2009. Per l’occasione ci sarà anche il presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, Ammar Addadi.
Il Villaggio, vero quartier generale della manifestazione dove risiederanno i circa 5000 ragazzi delle rispettive federazioni sportive, secondo le previsioni di amministrazione comunale e comitato organizzatore dovrebbe essere realizzato entro il mese di marzo del 2009 da imprenditori privati che, dopo l'evento, cederanno gli edifici al Comune di Chieti e all'Università d'Annunzio, fornendo alla città teatina «moderni e funzionali spazi per lo sviluppo futuro».
Una serie di autorità presenzieranno alla cerimonia che arriva con notevole ritardo sulla tabella di marcia mentre da domani inizierà ufficialmente la corsa contro il tempo.
Ma il capogruppo di Alleanza nazionale, Mauro Febbo denuncia l'inizio degli sbancamenti già da alcuni giorni.
«Mi chiedo come ciò possa avvenire senza che a tutt'oggi sia stata rilasciata nessuna autorizzazione o concessione edilizia».
Nei giorni scorsi lo stesso Febbo ha firmato un telegramma inviato al Prefetto Aldo Vaccaro chiedendogli di intervenire per verificare la correttezza e la legittimità dell'autorizzazione rilasciata e di adottare tutti i dovuti provvedimenti nel caso che ciò che viene denunciato trovasse riscontro. Febbo nel telegramma inviato al Prefetto evidenzia «che il progetto non e' stato ancora approvato e che per l'approvazione mancano ancora alcuni passaggi fondamentali, i cui tempi non sono certamente brevi, quali la conferenza dei servizi, la verifica d'impatto ambientale, l'approvazione da parte della Regione Abruzzo, la definitiva approvazione in Consiglio Comunale e poi quella in Consiglio Provinciale in attuazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Credo che in modo arbitrario - scrive Febbo - qualcuno abbia concesso l'autorizzazione ad eseguire i lavori di sbancamento solo per gettare fumo negli occhi dei cittadini e magari per ingannare il presidente internazionale dei Giochi olimpici in visita per verificare l'attuazione dei programmi. Un comune cittadino - conclude Febbo - per avere un'autorizzazione o Dia, deve rispettare tempi, regole e magari e' esposto alle angherie di
qualche burocrate. Il potere no».

11/04/2007 11.04