Leader Plus, archiviata dal Gip la denuncia contro De Dominicis

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E’ stata depositata nella Cancelleria del Tribunale di Pescara, il 13 marzo scorso, la decisione del giudice per le indagini preliminari, Maria Michela Di Fine, di archiviazione dell’accusa di falso rivolta al presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis.
Il procedimento era stato aperto su denuncia del presidente del consorzio “Terre Pescaresi”, Luigi Minnucci, che aveva eccepito sulla regolarità degli atti costitutivi e sulla documentazione presentata a corredo della richiesta di finanziamenti alla Regione Abruzzo nell'ambito dei finanziamenti comunitari del Leader Plus, dal consorzio concorrente “Le Antiche Terre d'Abruzzo”, di cui De Dominicis è presidente. La richiesta di archiviazione era stata formulata dal pubblico ministero Paolo Pompa.
A renderlo noto è lo stesso De Dominicis, chiamato in causa nelle vicenda nelle sue vesti di presidente dell'ente consortile: «Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara ha riconosciuto la piena correttezza e trasparenza del mio operato e della società che rappresento, in tutti gli atti compiuti per la costituzione del consorzio e nell'iter di richiesta dei finanziamenti. Già in sede amministrativa, le buone ragioni delle “Antiche terre d'Abruzzo” erano emerse con chiarezza, ottenendo il ribaltamento di una graduatoria approvata dalla vecchia giunta regionale di centrodestra e la contestuale assegnazione dei fondi per lo sviluppo rurale precedentemente assegnati al consorzio presieduto da Minnucci».
«La scelta di ricorrere alla magistratura penale – prosegue De Dominicis – si è rivelata l'ennesimo infelice boomerang da parte di una società che, questo invece è sicuro, si era vista illegittimamente attribuire finanziamenti che spettavano ad altri. Da tutto ciò “Le Antiche Terre d'Abruzzo”, che la Provincia partecipa assieme ad organizzazioni professionali dell'artigianato e dell'agricoltura, come Cna, Cia e Consorzio Agorà, ha subito un forte pregiudizio per la propria attività, avviata con anni di ritardo e a pena di una consistente riduzione delle somme a disposizione. Deciderò adesso con i miei legali le misure a tutela del mio buon nome e di quello della società che rappresento, perché un conto è far valere le proprie ragioni, un conto cercare di infangare l'altrui reputazione».
Nel dispositivo dell'archiviazione, il Gip sostiene che «esclusa la sussistenza di profili di falsità nelle dichiarazioni e nella documentazione posta a base della domanda di partecipazione della società consortile “Le Antiche Terre d'Abruzzo”, appaiono conseguentemente insussistenti elementi a sostegno dell'ipotizzata indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato».

11/04/2007 10.19