Barete, nasce il comitato per fermare la centrale Turbogas

Alessandro Biancardi

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BARETE (AQ). Un comitato spontaneo per fermare la centrale Turbogas di Barete è quello che sta sorgendo in queste ore nel piccolo centro abitato in provincia dell'Aquila (600 residenti). Si chiamerà "Comitato per la difesa dell'Alta Valle dell'Aterno" e per il momento «è partita la raccolta delle firme», conferma il consigliere di minoranza Rodolfo Morano a PrimaDaNoi.it. «Tra qualche giorno la creazione del comitato sarà ufficializzata anche da un atto del notaio». IL SINDACO ASSICURA: «NON ESISTE ALCUN PROGETTO»  - LA GITA TURISTICA IN CALABRIA PER SCOPRIRE IL PROGETTO

BARETE (AQ). Un comitato spontaneo per fermare la centrale Turbogas di Barete è quello che sta sorgendo in queste ore nel piccolo centro abitato in provincia dell'Aquila (600 residenti). Si chiamerà "Comitato per la difesa dell'Alta Valle dell'Aterno" e per il momento «è partita la raccolta delle firme», conferma il consigliere di minoranza Rodolfo Morano a PrimaDaNoi.it.
«Tra qualche giorno la creazione del comitato sarà ufficializzata anche da un atto del notaio».


IL SINDACO ASSICURA: «NON ESISTE ALCUN PROGETTO»
  - LA GITA TURISTICA IN CALABRIA PER SCOPRIRE IL PROGETTO


Si sta pensando di fare le cose per bene quindi e i cittadini, più agguerriti che mai, non hanno intenzione di far passare il progetto della centrale Turbogas sul loro territorio.
Eppure di notizie su questo progetto non ce ne sono ancora, così come si sarebbero perse le tracce del viaggio in Calabria, approvato nello scordo consiglio comunale, per visitare una centrale Turbogas e vedere da vicino "una copia" di quello che potrebbe arrivare in località "piana di Foce".
«Si tratta di un vero e proprio mostro da 1.400 MWt», spiegano gli agguerriti componenti del comitato costituendo, «come quelli di Gissi, Termoli, Aprilia e Teramo. Si conoscono da tempo i dati sulle emissioni (4.400 tonnellate di ossidi di azoto, 2.600 tonnellate di monossido di carbonio, 5.900.000 tonnellate di anidride carbonica,730 Tonnellate di polveri totali) e sulle variazioni di temperatura indotte dall'impianto nell'ambiente circostante (2-4 Gradi Centigradi in più)».
Quello che sembra spaventare maggiormente sono «gli effetti sulle colture, quelli dovuti al fall-out da piogge acide e soprattutto quelli riguardanti la salute delle persone (apparato respiratorio, cuore ed apparato circolatorio, apparato uro-genitale). L'amministrazione Comunale di Barete», continuano i rappresentanti, «si è dichiarata non contraria ed ha deliberato una gita in Calabria (Altomonte ) a scopo istruttivo».
Qualche settimana fa, infatti, era stato proprio il primo cittadino Enzo Di Giorgio a spiegare al nostro quotidiano che il progetto non poteva essere bocciato a priori ma che si sarebbero valutati prima i pro e i contro e poi si sarebbe presa una decisione.
Ma i residenti non approvano: «ovunque gli amministratori locali hanno fatto e fanno quadrato con la popolazione per trovare il modo di difendersi ed allontanare il pericolo, solo da noi, in un piccolo centro di 600-700 abitanti, assolutamente irrilevante sia dal punto di vista numerico che elettorale, si possono verificare, non a caso purtroppo, certe stranezze. Si adducono, a giustificazione, alcuni posti di lavoro, non meglio identificati tra l'altro».

Alessandra Lotti 04/04/2007 10.38