Sostegno malattie intestinali, nata l'associazione Onlus Smici

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E' stata costituita a Pescara Smici Onlus (Associazione per il Sostegno delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali). L'associazione nasce dalla volontà e dalla caparbietà di genitori smarriti dinanzi alla diagnosi che hanno deciso di unire le loro forze, dopo avere iniziato le cure specialistiche presso la Gastroenterologia Pediatrica dell'Ospedale Civile Regionale "Spirito Santo", dove sono stati accolti con competenza, alta professionalità e umanità.
«La volontà di stare insieme», spiega Gabriele Martufi, socio sostenitore, «si basa soprattutto nel non rimanere isolati nel proprio anonimato, in quanto, condividendo lo stesso problema, ci si sostiene a vicenda e si aiuta la medicina ed i suoi operatori a fare sempre di più nella ricerca».
Le malattie infiammatorie croniche intestinali comprendono la colite ulcerosa, la malattia di Crohn (Morbo di Crohn) e le coliti indeterminate: malattie serie e invalidanti ma poco note alla "società comune" e spesso ignorate anche dagli organi di informazione.
«Queste malattie», sottolinea Martufi, «sono caratterizzate da un processo infiammatorio dell'intestino (ma anche con importanti manifestazioni e/o complicazioni sistemiche) a decorso cronico, con fasi alterne di relativo benessere (remissioni) e di riacutizzazioni che si susseguono per tutta la vita».
In Italia si stima vi siano oltre 100.000 persone affette da Mici e statisticamente i più colpiti sono i giovani.
«Nonostante decenni di studi e ricerche», assicura il socio Smici, «le cause di queste patologie rimangono ignote, i ricercatori ipotizzano fattori multifattoriali interagenti: genetici, immunitari, ambientali.
A tutt'oggi non esiste una terapia definitiva e in tutto il mondo sono in corso sperimentazioni, la mancanza di un trattamento risolutivo rende necessario l'impiego di più farmaci di efficacia transitoria. La qualità della vita dei pazienti, per lo più giovani, con queste malattie può essere notevolmente ridotta e il disagio sociale notevole e la maggior parte dei farmaci utilizzati, sono gravati, a lungo termine, da importanti effetti collaterali, e purtroppo non sono in grado di garantire il mantenimento della remissione, infatti attualmente non esiste il farmaco/molecola in grado di prevenire le recidive a tempo indefinito.
Grazie alle terapie oggi disponibili (in continua evoluzione) l'aspettativa di vita dei pazienti colpiti da MICI è sovrapponibile a quella della popolazione generale ma tuttavia la morbilità resta elevata. Attualmente la ricerca è molto attiva e ci sono fondate speranze nello sviluppo di farmaci sempre più mirati ed efficaci e anche nell'individuazione delle cause gli studi sono promettenti.

LA COMUNITA' VIRTUALE: www.smici-onlus.it
03/04/2007 11.17