Discarica di Bussi, una rete dei Comuni per costituirsi parte civile

Alessandro Biancardi

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Discarica di Bussi, una rete dei Comuni per costituirsi parte civile
 TORRE DE’ PASSERI. «Formare la Rete dei Comuni bagnati dal fiume Pescara e costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale contro il responsabile o i responsabili del reato ambientale di Bussi sul Tirino». È la proposta del sindaco di Torre de’ Passeri, Antonello Linari, che, dopo la scoperta dell'immensa distesa di rifiuti abusivi da parte Corpo forestale dello Stato, chiederà, nei prossimi giorni, alla sua assise municipale di votare la costituzione dell’ente come “parte civile”, estendendo la delibera a tutti i Comuni il cui territorio è attraversato dal fiume Pescara. TUTTO SU BUSSI E LA BOMBA ECOLOGICA
L'enorme distesa di rifiuti chimici ritrovata nel comune di Bussi interessa un'area compresa fra il parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga e quello della Majella e, vista la presenza del fiume Pescara, riguarda tutti i comuni che esso lambisce, poiché si teme l'inquinamento dei fiumi e delle sempre più preziose falde acquifere.
«Si tratta di un disastro ambientale di dimensioni gigantesche e non circoscritte che interessa un intero territorio», ha fatto notare Linari che ha aggiunto: «ritengo prioritario dare un segnale forte anche da parte delle municipalità bagnate dal Pescara».
I composti chimici rinvenuti a Bussi, alcuni dei quali ritenuti cancerogeni, rappresentano, infatti, un grave pericolo per la salute umana; sono sostanze capaci migrare (anzi con molta probabilità già lo sono) nelle acque del fiume ed in quelle di falda che possono ritrovarsi nei terreni e nelle falde poste anche a distanze significative dal focolaio d'inquinamento.
Tra l'altro sul territorio dei comuni di Torre de' Passeri, Alanno e Bolognano c'è una preziosa riserva naturale, quella della Valle dell'Orta: un'oasi di rara bellezza che si estende per 378 ettari e che comprende un canyon dove nidificano il falco pellegrino, il lanario e il rondone maggiore.
Proprio per questo la Rete dei Comuni della Val Pescara potrebbe rappresentare un organismo in grado di controllare da vicino le operazioni di bonifica, chiedendo di sondare le sponde del bacino fluviale e di analizzarne i depositi. Insomma una forza che insieme a Regione e Provincia possa vigilare le operazioni di risanamento e garantire la sicurezza dei cittadini e dell'ambiente.
«Gli accertamenti in corso lasciano purtroppo poco spazio all'ottimismo, anche se pare non ci siano rischi per l'uomo», ha concluso il primo cittadino di Torre de' Passeri, «Così accanto a magistratura e forze dell'ordine che lavorano nella ricerca dei responsabili, vertici istituzionali e di protezione civile che studiano misure tempestive per bonificare un'area di oltre 38mila metri quadri di superficie; è importante che anche gli enti locali agiscano in fretta per assicurare la tutela di beni preziosi come la salute dei cittadini e dell'ambiente».

30/03/2007 10.27