Dieci utenti del Centro di salute mentale hanno trovato un lavoro

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Dare ai cittadini-utenti del Centro di salute mentale di Chieti una prospettiva non solo di guarigione, ma anche di reinserimento sociale, di partecipazione attiva al lavoro, garanzia della possibilità di compiere scelte autonome e di costruire il proprio futuro: è l'obiettivo del corso di formazione «Superare lo stigma», promosso dal Dipartimento di salute mentale dell'Azienda sanitaria locale di Chieti, diretto dal professor Massimo Di Giannantonio, e svolto in collaborazione con la società farmaceutica Lilly e con il gruppo Adecco, specializzato nella gestione delle risorse umane.
Il progetto ha coinvolto dieci utenti, che oggi hanno ricevuto l'attestato di frequenza dalle mani del direttore generale della Asl, l'ingegner Mario Maresca. Il corso, coordinato dalla dottoressa Bianca Piccirilli, ha fornito competenze specifiche spendibili nel mercato del lavoro; la possibilità di confrontarsi con il mondo lavorativo e di costruire un percorso autonomo di inserimento, nonché la capacità di compiere un'autoanalisi delle proprie competenze e aspettative.
«Sono rinata – ha detto una delle persone che hanno seguito il corso –. Mi è stata data la possibilità di mostrare a tutti chi sono. Ora desidero cominciare a camminare da sola e anche a guadagnare qualcosa».
Un altro degli utenti, formatosi come operatore della grande distribuzione, ha sottolineato la professionalità, ma anche la grande umanità degli operatori del Centro di salute mentale e degli insegnanti che lo hanno guidato: «Ho trovato un ambiente che non si è limitato ad assistermi – ha detto -, ma mi ha offerto possibilità concrete di reinserimento sociale».
Per il professor Di Giannantonio si è avviato «un processo di innovazione profonda e di cambiamento nei metodi dell'assistenza psichiatrica, centrata non più sull'acuzie, sulla gestione della crisi, ma – ha sottolineato – su quello che è il core business della psichiatria moderna. Ovvero, il trattamento riabilitativo che ha come obiettivo il reinserimento del paziente a pieno titolo nell'ambiente familiare, sociale e lavorativo».
Per il manager Maresca occorre «comprendere il disagio che esiste nelle famiglie e che produce costi a carico della sanità. Far tornare alla normalità questi nostri utenti – ha sottolineato – è prima di tutto un dovere e, al tempo stesso, consente di recuperare risorse e di riportare il sistema sanitario in equilibrio, se siamo in grado di offrire risposte appropriate. Ciò, come in questo caso, anche grazie alla collaborazione di privati che contribuiscono allo sviluppo della ricerca e della qualità dei servizi».
29/03/2007 15.48