Montesilvano, 13 amministratori e imprenditori nel nuovo filone d'inchiesta

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

12105

Montesilvano, 13 amministratori e imprenditori nel nuovo filone d'inchiesta
MONTESILVANO. Tredici nomi notissimi sono finiti nel nuovo filone di inchiesta che sta sconvolgendo per l'ennesima volta Montesilvano. Tra questi ex amministratori comunali già arrestati nei mesi scorsi per presunte tangenti. Le new entry è segnata questa volta da imprenditori molto noti, tutti, secondo gli inquirenti, responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e all'abuso d'ufficio. Gli episodi contestati dalla Procura sarebbero stati compiuti dal 2003 al 2006.
E la nuova bufera si è scatenata ancora una volta sul quinto comune d'Abruzzo - che sembra proprio non riuscire a trovare pace- con la richiesta di proroga delle indagini dell'inchiesta Ciclone, avanzata dal pm Gennaro Varone al gp Luca De Ninis. E così mentre da settimane si discuteva dell'opportunità di candidare o meno persone non toccate dall'inchiesta arriva un segnale molto forte che sembra allargare ed estendere ancor di più il “Sistema Montesilvano”.
In cima alla lista dei nomi eccellenti, come sempre, quello dell'ex primo cittadino Enzo Cantagallo. Nuovi invece i due "ingressi" dell'ex vicesindaco Marco Savini (che finora non era stato coinvolto da nessuna inchiesta giudiziaria) e dell'ex assessore ai lavori pubblici Cristiano Tomei indagato per associazione a delinquere, abuso d'ufficio e corruzione.
Il nome di Tomei era già comparso nei mesi scorsi nella vicenda della presunta lettera-bufala ideata dall'ex primo cittadino per infangare il lavoro del capo della squadra mobile di Pescara Nicola Zupo.
E poi nell'ordinanza di Varone si leggono i nomi dell'ex assessore Attilio Vallescura, Rolando Canale, Vincenzo Cirone e Guglielmo Di Febo, Paolo Di Blsio (che già avevano ricevuto gli avvisi di garanzia nei mesi scorsi).
Il nuovo filone va poi a toccare anche il settore degli imprenditori che fino a questo momento era rimasto più o meno fuori dall'inchiesta. Notissimi i nomi così come le opere per cui si sono distinti negli anni a Montesilvano.
Tra questi Michele D'Andrea e Franco Olivieri, famosi per aver realizzato l'area del Warner Village e che volevano realizzare la torre sul mare. Vladimiro Lotorio (ex capogruppo della Margherita), Duilio Ferretti e il figlio Gianni, Antonio Camperchioli e Luciano Melchiorre di Camel Costruzoni e Marco Loco. Gli inquirenti vorrebbero far luce proprio sulla costruzione della torre sul mare di 65 metri, il progetto che l'imprenditore del mattone D'Andrea avrebbe voluto realizzare nella zona dei grandi alberghi con l'impegno di realizzare il teatro da 500 posti. PrimaDaNoi.it aveva dedicato già nei mesi scorsi un ampio approfondimento su tutti i dubbi circa la costruzione della torre a ridosso della spiaggia ( LEGGI)
E la procura starebbe indagando anche sulla edificabilità della strada parco e sulle «operazioni certosine» del sindaco e della commissione urbanistica (Guglielmo di Febo) con cui si alteravano i calcoli delle zone edificabili, tutto con l'unico scopo di costruire sempre di più.
Montesilvano così continua a dover fare i conti con la pesante corruzione a tutti i livelli: chi credeva che l'inchiesta Ciclone si fosse arenata dovrà dunque ricredersi.
E tutto questo non potrà non influire sulla campagna elettorale in corso e sulle candidature. Ma questo è compito che spetta ai partiti.
Margherita e Ds si trovano a dover affrontare una vera e propria crisi di credibilità.
Il primo partito, riferimento dell'ex sindaco Cantagallo dovrà pensare bene ad un sostituto senza macchia se vorrà avere qualche chance di salire a Palazzo di Città. I Ds, invece, nelle cui fila militava il nuovo indagato Marco Savini si trovano spiazzati. Ed era stato qualche giorno fa lo stesso Savini ad annunciare che non si sarebbe candidato alle amministrative. Non aveva fatto nessun riferimento ai procedimenti sul suo conto nella lettera inviata per annunciare il suo ritiro dalla tornata elettorale.
E il fatto che il giorno seguente abbia scoperto di essere indagato la definisce oggi una pura coincidenza.
In una intervista rilasciata al Centro oggi il vice sindaco «si confessa e si dichiara innocente».
Ammette di «essere stato un ingenuo», ma di non «aver mai ricevuto tangenti». «Non voglio sottrarmi al giudizio», assicura, «sono limpido e trasparente». L'unica colpa che Savini
si attribuisce è l'ingenuità e per dimostrare la sua estraneità ai fatti
ribadisce: «non sono ricco, giro in vespa, ho una macchina vecchia, mi sono sposato tre mesi fa e vivo in una casa che non è mia».
A lui è passato il timone fin dalla mattina in cui il sindaco è stato arrestato e nella grande agitazione di quel giorno fu sempre lui ad impedire ai giornalisti di entrare nel municipio.


ECCO IL PROGETTO DEL TEATRO


IL PROGETTO DELLE TORRI SPARISCE


CANTAGALLO SMENTIVA LE NOTIZIE DI UNA TORRE SUL MARE
 

IL "REGALO DI NATALE" DEL COMUNE


SAVINI IL 27/3 ANNUNCIA CHE NON SI RICANDIDA
 

TUTTO SULL'INCHIESTA CICLONE


29/03/2007 10.38