Asl Lanciano-Vasto attiva task force per emergenza idrica

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Primo giorno senz’acqua per 40 comuni della provincia di Chieti. La Sasi ha comunicato che tutto dovrebbe ritornare regolare domani, tanto dovrebbe bastare per terminare i lavori all’adduttrice Del Verde. Intanto la Asl di Lanciano –Vasto ha attivato una task force per mitigare le conseguenze inevitabili per la sospensione del servizio idrico negli ospedali.
«La sospensione del servizio idrico non causerà alcun disagio ai nostri ospedali. Abbiamo costituito un'unità di crisi interna per far fronte al problema».
La mancanza d'acqua verrà risolta con un'autobotte della capacità di 30 mila litri, noleggiata da una società privata e autorizzata al trasporto di sostanze alimentari sfuse, che rifornirà di continuo le nostre strutture. «L'acqua sarà approvvigionata da un punto di prelievo indicato dalla Sasi in località Marcianese».
Il manager Michele Caporossi sintetizza così la risposta della Asl di Lanciano-Vasto al problema dei rubinetti a secco che affilligerà per due giorni l'intero comprensorio, su cui insistono i cinque presidi ospedalieri dell'Azienda, ognuno dei quali ha un fabbisogno idrico diverso, a seconda della capacità dei serbatoi: il “Renzetti”, per esempio, ne ha uno da 70 mila litri e produce un consumo di 10 metri cubi all'ora, il che rende necessario il rifornimento ogni 3-4 ore, tanto che il primo è stato già effettuato alle ore 12 di questa mattina. Diversa la situazione al “San Pio” di Vasto, che contando su una riserva di 200 mila litri, riduce la necessità di approvvigionamento a circa 12 ore, come accade anche per gli ospedali di Casoli e Atessa. Caso unico, invece, Gissi, che con la propria riserva riesce a fronteggiare l'emergenza per 48 ore senza necessità di rifornimento.
L'autobotte provvederà a reintegrare le riserve no-stop giorno e notte fino al ripristino del servizio, previsto per domani in a tarda ora; nel frattempo sono stati allertati anche tutti i mezzi di trasporto (Croce Rossa, Croce Gialla, Croce Azzurra, Cooperativa Valtrigno ecc.) affinché possano in qualunque momento provvedere al trasferimento di malati in caso di necessità.
«In assenza di un coordinamento centralizzato delle attività per fronteggiare l'emergenza – aggiunge il Direttore Generale – non potevamo far altro che approntare un nostro piano di intervento, al fine di mettere gli ospedali in condizione di operare in tutta normalità senza gravare oltre misura sui Vigili del Fuoco, che pure hanno mostrato grande attenzione alle nostre necessità. A loro va il nostro ringraziamento, come all'UfficioTecnico Aziendale che ha dato un contributo essenziale all'allestimento della task force».

28/04/2007 13.20