Biodiversità, al via i censimenti di coturnice

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Hanno partecipato in 80, tra cacciatori e tecnici faunistici, al primo corso per operatori addetti ai censimenti delle popolazioni di uccelli della specie “coturnice” organizzato dall’Ambito territoriale di caccia di Pescara in collaborazione con l’amministrazione provinciale.
Si tratta di un'esperienza pilota nell'Appennino: ad oggi, infatti, non si conosce quanti esemplari siano presenti lungo la dorsale montana, ma in Abruzzo non si può più prescindere da questo dato perché nel nuovo calendario venatorio della Regione è previsto uno specifico piano di prelievo, da redigere in base alla densità dei volatili sul territorio. Da qui l'esigenza di un percorso formativo “ad hoc”, che consenta ad Atc e Provincia di disporre di personale qualificato per la rilevazione quantitativa e qualitativa, in programma nei mesi di aprile, maggio ed agosto.
Il corso, delle durata di 10 ore, si è svolto lo scorso fine settimana a Palazzo dei Marmi, sotto la supervisione del presidente dell'Atc di Pescara, Luigi De Collibus, e del direttore del servizio Tutela e Valorizzazione dell'Ambiente della Provincia, Franco Recchia. Sono saliti in cattedra Luca Rotelli, tecnico faunistico della Regione Piemonte, tra i maggiori esperti nazionali nel settore; Valter Trocchi, dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica; Goffredo De Matteis, giudice dell'Enci (Ente nazionale della cinofilia italiana), che ha illustrato alla platea le modalità di impiego delle unità cinofile nella caccia alla coturnice.
Nelle prossime settimane gli allievi sosterranno l'esame orale che consentirà loro di ottenere l'attestato necessario per prendere parte ai censimenti nel Pescarese.
«Le coturnici – spiega Recchia - sono localizzate prevalentemente nelle aree pedemontane, ma alcuni gruppi vivono a cavallo tra le zone protette e i territori aperti alla caccia. Per questo è auspicabile che collaborino alle operazioni di conta anche i Parchi della Majella e del Gran Sasso-Laga, dei quali abbiamo già chiesto il coinvolgimento. La sinergia con i due Enti sarà fondamentale per la conservazione della specie, che nelle nostra come nelle regioni limitrofe è in grave pericolo di estinzione».
26/03/2007