Truffa da 3 mln di euro: 300 auto comprate con assegni falsi

Alessandro Biancardi

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TORINO. Assegni falsi e nomi di fantasia, Così sei truffatori hanno acquistato oltre 300 autovetture rivendendole poi sotto costo in un autosalone di Matera, rifornendosi da 18 concessionarie di tutta Italia. Tra queste anche una di Pescara che avrebbe venduto le auto senza sapere poi che fine facessero.
La maxi truffa messa in piedi da sei persone avrebbe fruttato circa 3 milioni di euro. I responsabili dovranno rispondere adesso di associazione per delinquere, estorsione e ricettazione.
Il raggiro, che secondo gli inquirenti potrebbe avere dimensioni anche più vaste in quanto le indagini sono ancora in corso, è stato scoperto dalla direzione distrettuale Antimafia di Torino, che
ha coordinato le indagini della polizia stradale di Brindisi, Taranto, Lecce e Matera.

GLI INDAGATI

Tra gli indagati ci sono Maria Bidini, 64 anni di Brindisi, che aveva prestato il proprio nome per l'autosalone di Matera, il figlio di 40 anni Elia Moscatelli e Angelo Quarini, 60 anni di San Vito dei Normanni (Brindisi).
I tre avevano aperto l'autosalone da circa un anno e si rifornivano, sotto falso nome, da 18 grosse concessionarie: una a Pescara, una a Chiavari (Genova) e tutte le altre di Torino e provincia.

COME OPERAVANO

Dopo aver pagato le prime vetture per accreditarsi presso di loro, a febbraio i truffatori, che agivano con nomi di fantasia, hanno iniziato ad acquistare con assegni a vuoto quindici o
trenta auto per volta di media cilindrata, come Fiat Grande Punto, Alfa 147 e Mercedes Classe A, per un totale di 300 autovetture.
Ad accorgersi della truffa le stesse autoconcessionarie che hanno scoperto che su Internet l'autosalone di Matera rivendeva le auto sotto costo. Ai concessionari che hanno chiesto spiegazioni, i truffatori hanno proposto la restituzione del 30% dei mezzi comperati e mai
pagati. Alcuni, secondo gli acquirenti, avrebbero accettato, mentre altri li hanno denunciati.
Nel corso di alcune perquisizioni, la polizia stradale ha sequestrato sei conti correnti e 140 vetture, un'ottantina delle quali erano state occultate in due depositi di Brindisi e Lecce.
Molte altre, invece, sono state sequestrate a privati e ad altri autosaloni, che le avevano comperate dai truffatori. Sono già state restituite agli aventi diritto.
26/03/2007 14.56