La Provincia di Chieti promuove l'integrazione culturale

Alessandro Biancardi

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CHIETI. La presenza sempre più massiccia di immigrati provenienti da realtà geografiche, socio economiche e culturali molto diverse apre una serie di interrogativi sulle possibilità concrete di gestione del problema, sulle conseguenze a vari livelli: occupazionale, scolastico, di convivenza, di integrazione, di timori per il riaccendersi di fenomeni di razzismo o di emarginazione sociale.


L'assessore alle politiche sociali della Provincia di Chieti Antonella De Felice ha spiegato: «la gestione non può essere lasciata solo all'intervento solidaristico ed umanitario, utile ma non esaustivo. Deve vedere impegnata l'istituzione pubblica e l'intera comunità sociale». E' per questo che la Provincia «istituirà un centro, inteso come progetto educativo, strumento capace di legare assieme, nella logica della convivenza costruttiva, le varietà culturali ed esperienziali che si confrontano ed interagiscono negli spazi urbani».
Tutto questo per «perseguire per le politiche di integrazione la tutela dell'integrità della persona e la costituzione di un'interazione a basso conflitto tra immigrati e cittadini con interventi di integrazione volti a favorire l'inserimento degli immigrati nel tessuto sociale armonizzandosi con i cittadini italiani».
Tra le finalità del progetto ci sono anche la «prevenzione di forme di pregiudizio, discriminazione, emarginazione, disagio sociale in genere, riduzione delle difficoltà e delle barriere di avviamento al lavoro, accesso allo studio e al rimpatrio, facilitazione dei processi di partecipazione politica, sociale, culturale».
26/03/2007 9.40