Cartiera Burgo, sindacati: «situazione drammatica. Intervenga la Regione»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1397

CHIETI. Le organizzazioni sindacali sono preoccupate per il perdurare della crisi produttiva che da oltre cinque anni interessa il settore cartario a livello nazionale. La crisi in questo periodo sta investendo in pieno anche il comparto carte patinate senza legno che si produce a Chieti, ha portato nello stabilimento teatino alla riduzione di cento posti in organico negli ultimi sei anni, funzionale alla riduzione del costo del lavoro per ottenere una migliore performance nel rapporto costi ricavi.
Così le segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e la Rsu della Cartiera Burgo Group hanno scritto al presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, al presidente della Provincia di Chieti Tommaso Cletti e al sindaco del capoluogo teatino Francesco Ricci per chiedere «un urgente confronto politico –istituzionale» e preannunciano iniziative pubbliche «che si concretizzeranno nella mobilitazione dei lavoratori con assemblee tematiche».
Il comparto risente fortemente dell'attivazione di nuovi impianti ad altissima potenzialità e
tecnologia entrati in produzione in Europa, in Cina e Corea del sud.
I sindacati tornano a sottolineare come nel programma di investimenti per 442 milioni di euro preannunciato dal Gruppo Burgo per il triennio 2007-2009, «non un euro verrà utilizzato per lo stabilimento di Chieti. A ciò si le preoccupanti vendite di terreni di proprietà aziendale (7 milioni sono stati ricavati dalla vendita alla Cna per la realizzazione del progetto Parco Paglia e altri 3 dovrebbero essere introitati dall'ulteriore cessione preannunciata) i cui proventi non vengono, come dovrebbero, essere reinvestiti in loco ma dirottati in altri siti produttivi».
I sindacati tornano poi sul progetto Pirolisi, l'impianto di produzione di energia da biomasse, che «stenta a decollare nonostante le dichiarazioni di buona volontà ribadite da soggetti pubblici e privati che dovrebbero concretizzare l'opera».
Secondo le segreterie provinciali lo stabilimento di Chieti, che conta circa 300 lavoratori, e che «per difficoltà strutturali corre seri rischi di sopravvivenza se non si completeranno al suo interno quelle opere di potenziamento strutturale ed impiantistico e di innovazioni tecnologiche che sono state oggetto di interventi ed investimenti contrattati dal sindacato a fronte delle riduzioni
di organico concesse».
23/03/2007 12.44