Italiani e media, la scarsa "dieta comunicativa" del nostro Paese

Alessandro Biancardi

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ROMA. Un sondaggio Censis-Ucsi fotografa un paese povero di pluralismo comunicativo: gli italiani utilizzerebbero, per la gran parte, solo cellulare, radio e tv per informarsi, tralasciando tutti gli altri mezzi.

ROMA. Un sondaggio Censis-Ucsi fotografa un paese povero di pluralismo comunicativo: gli italiani utilizzerebbero, per la gran parte, solo cellulare, radio e tv per informarsi, tralasciando tutti gli altri mezzi.

Una buona “dieta mediatica” comprenderebbe tv, giornali, cellulari, internet, libri, radio e riviste, insomma ogni mezzo comunicativo a disposizione per la propria informazione, più che intrattenimento.
Un recente rapporto del Censis-Ucsi ( tutto il documento on line) fotografa, purtroppo come spesso accade, l'arretratezza del nostro paese quando si parla di informazione e media: dal sondaggio emerge che gli abitanti dello stivale basano lo loro “dieta” solo su tre “cibi”, cioè tv, cellulari e radio (il 28% del totale utilizza, in sostanza, solo questi tre mezzi, contro il 19,2% dei francesi e l'8,8% dei tedeschi; al nostro livello solo la Spagna, che arriva al 24% per questa triade).
Fortemente esclusi “dall'alimentazione comunicativa” italiana tutto il cartaceo (libri, giornali, riviste) ed internet, tristemente relegato a mero intrattenimento, nonostante le sue infinite potenzialità di libertà, trasparenza e pluralismo.
Infatti, meno di un italiano su 4 (23,2%) ha dichiarato di utilizzare tutti i mezzi, elencati, a disposizione. Alto, purtroppo, anche il numero dei cosiddetti “utenti marginali”, quelli che hanno detto di utilizzare addirittura un solo mezzo a disposizione: l'8,3% (comunque in calo rispetto al 9,1% delle precedenti rilevazioni).
Un dato positivo, invece, lo si coglie dall'incremento medio delle case con un discreto contenuto tecnologico e comunicativo: sono sempre di più infatti le abitazioni dello stivale che hanno un computer (oltre il 55%), con una bassa percentuale di postazioni non connesse alla rete (solo l'11%); parallelamente però, sembra troppo alto il dato di persone che hanno un pc connesso ma che non sanno “usare” il web (il 12%): a quando una vera e concreta alfabetizzazione informatica diffusa?

Ernesto Valerio 23/03/2007 9.37