Discarica Bussi: «Ministero pienamente coinvolto per il risanamento»

Alessandro Biancardi

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Discarica Bussi: «Ministero pienamente coinvolto per il risanamento»
ROMA. «Vista la gravità della vicenda» segnalata la scorsa settimana dal senatore Pastore sulla discarica abusiva di Bussi il Governo- tramite il Sottosegretario all'Ambiente Piatti – ieri ha fornito una prima risposta. «Qualora venisse confermata», ha dichiarato Piatti, «una compromissione delle matrici ambientali, verranno assunte da parte del Ministero le opportune iniziative per il recupero del danno ambientale cagionato. Il Ministero che rappresento», ha sottolineato il sottosegretario, « si ritiene, dunque, pienamente coinvolto, insieme agli enti locali, nell'azione di risanamento che sarà necessaria».  TUTTO SU BUSSI E LA BOMBA ECOLOGICA
Al momento, proprio per accertare l'eventuale inquinamento delle falde acquifere, sono in corso, da parte del Corpo forestale dello Stato e dell'Arta Abruzzo, indagini geognostiche nei terreni interessati mediante posizionamento di piezometri. La settimana scorsa il ritrovamento dopo indagini durate oltre un anno della mega discarica di rifiuti tossici nei pressi del fiume Tirino. Intanto è stata allargata la zona sotto sequestro che indicherebbe come la zona interessata dallo stoccaggio abusivo sarebbe molto più ampia.
Le risultanze delle analisi di laboratorio sui campioni di terreno e di acque prelevati verranno inviate alla procura della Repubblica e potranno essere utilizzate dall'Arta per individuare l'entità e l'origine dell'inquinamento.
Al momento, la discarica è sottoposta a sequestro da parte dell'Autorità giudiziaria per l'accertamento delle responsabilità. Si potrebbero configurare i reati di disastro ambientale e avvelenamento delle acque. Reato che sarebbe continuato così da impedire l'effetto della prescrizione (il reato potrebbe essere punibile anche se i rifiuti sono stati seppelliti 20 anni fa).

IL 27 MARZO RIUNIONE DEL COMITATO SCIENTIFICO

«Il Commissario per l'emergenza del bacino del fiume Aterno», fa sapere il ministero, «d'intesa con il procuratore della Repubblica di Pescara, ha convocato per il 27 marzo prossimo venturo una riunione del Comitato tecnico scientifico alla quale parteciperanno rappresentanti della direzione generale del Ministero che rappresento competente per materia e del Dipartimento della protezione civile». Già in quella sede, probabilmente, si potranno conoscere i risultati dell'indagine avviata dall'autorità giudiziaria. Nello stesso giorno è prevista anche una riunione presso la Prefettura e un sopralluogo nell'area in questione.
In relazione, poi, alla richiesta del senatore Legnini di dichiarare lo stato di emergenza ambientale , ovvero di attribuire al Commissario delegato per l'emergenza del bacino del fiume Aterno « i necessari strumenti e risorse per fronteggiare la bonifica dell'area in questione», il Ministero chiarisce che «nel primo caso si rende necessaria la preventiva istanza della Regione, mentre nel secondo, al verificarsi di determinate condizioni e a seguito di intesa con la Regione, sarà possibile integrare l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri richiamata nell'interrogazione.
L'area della discarica abusiva, si ricorda, è quella nelle immediate adiacenze dell'ex stabilimento Montedison, oggi di proprietà della Solvay, è stata ceduta nel 1999 dalla Montedison ad una società immobiliare di Milano e si trova a poca distanza dai parchi nazionali Maiella Morrone e Gran Sasso-Monti della Laga.
Inoltre questo pomeriggio il Pm Aldo Aceto verrà sentito dalla commissione bicamerale di vigilanza sui rifiuti a dimostrazione della gravità dell'accaduto.
22/03/2007 9.45