Adiconsum ai consumatori: «boicottiamo Wind»

Alessandro Biancardi

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GUERRA TELEFONICA: «Wind tenta di addossare ai consumatori, i tagli costi ricarica». Federconsumatori e Adusbef, oltre ad aver chiesto l’intervento dell’Agcom, chiederanno ai consumatori,qualora non ci sia risposta seria e soddisfacente, di boicottare wind, emigrando in massa su gestori «più equi e trasparenti».
Dopo le azioni di alcuni gestori telefonici, che non avendo ancora digerito il decreto Bersani che taglia i costi di ricarica inventati dal cartello delle compagnie telefoniche presente solo in Italia, arrivano proteste corali soprattutto contro la società egiziana Wind guidata da Naguib Sawiris,che ha modificato uno dei piani tariffari, aumentando lo scatto alla risposta e portando il costo da 10 a 12 centesimi al minuto (l'attuale offerta "Wind 10" sarà sostituita da maggio da "Wind 12").
Tali modifiche unilaterali dei contratti, «disinvoltamente attuate per recuperare quanto perso dai tagli dei costi di ricarica in precedenza non applicati da Wind», spiegano le associazioni dei consumatori, «sono un vero e proprio passaggio forzato già denunciato da Adusbef e Federconsumatori all'Agcom per valutare l'illegittimità della manovra e sono criticate “corum populi” dagli utenti Wind».
Qualunque modifica dei piani tariffari vigenti nella telefonia mobile, dovrebbe, infatti, essere preventivamente comunicata agli utenti in base all'articolo 70 del Codice delle comunicazioni e notificata all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per valutarne la legittimità, «anche alla luce dell'acquisizione effettuata dei piani tariffari da parte della Guardia di Finanza su disposizione della stessa Agcom nel termine di 30 giorni previsto dalla legge, affinchè gli utenti possano esercitare il diritto di recesso senza subire penalità, Adusbef e Federconsumatori si chiedono a quale gioco si stia giocando, sulla pelle degli utenti».
Date le vibrate proteste dei consumatori, ormai a migliaia, qualora non ci dovesse essere una risposta «seria, convincente e trasparente» da parte dei dirigenti Wind entro 7 giorni da oggi, Adusbef e Federconsumatori «asseconderanno le richieste degli utenti di boicottare, su larga scala, un'azienda telefonica egiziana, che prima ha cercato di non applicare la legge, dopo essere stata costretta, tenta di aggirarla con comportamenti disdicevoli a danno dei consumatori».
IN CASA VODAFONE NON VA MEGLIO
Generazione Attiva, Associazione Nazionale in difesa dei Consumatori presieduta da Andrea D'Ambra, ideatore della petizione contro il costo di ricarica, ha inviato quest'oggi un nuovo esposto all'Authority Garante per le Comunicazioni nonché alla Guardia di Finanza per denunciare, il comportamento dell'operatore Vodafone segnalato da migliaia di clienti.
«Dal 6 Marzo 2007», spiega D'Ambra, «su tutti i numeri vodafone è stato attivato, il servizio di “sms vocale”. Tale servizio parte in automatico nel momento in cui il ricevente della chiamata non è raggiungibile (per qualsiasi motivo, anche se occupato) e non ha attivato la segreteria telefonica. Dal momento in cui chi chiama sente la voce della Vodafone il chiamante ha circa 1,5 secondi per attaccare, altrimenti parte questo nuovo servizio che costa 29 centesimi a messaggio vocale, 10 centesimi appena parte la voce (dopo il secondo e mezzo di cui sopra)».

Molti clienti inoltre hanno segnalato le difficoltà nel disabilitare questo servizio non richiesto. Per disattivare il servizio bisogna collegarsi al sito: «abbiamo provato a farlo», racconta D'Ambra, «ma tutte le opzioni erano navigabili tranne quella per la disattivazione, inoltre chiamando il servizio clienti Vodafone al numero 190 si viene invitati a riprovare in un altro momento a causa di non meglio determinati “problemi tecnici”».

21/03/2007 9.40