Rifiuti: alla ricerca di nuovi siti per altre discariche

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Sarà presentato il 29 marzo prossimo – ore 10.30 sala consiliare – lo studio che individua i siti potenzialmente idonei per nuove discariche. Dovranno essere recuperati due milioni di metri cubi, tanto il fabbisogno stimato fino al 2018 per l’intera provincia, e nelle discariche potranno essere conferiti esclusivamente rifiuti trattati. Il trattamento sarà assicurato dai due Poli tecnologici complessi, a Teramo e a Notaresco, e la Provincia di Teramo proporrà un Accordo di programma fra i quattro Consorzi esistenti per la realizzazione e la gestione comune degli impianti.
IL METODO SEGUITO PER L'INDIVIDUAZIONE DEI SITI

Lo studio è stato realizzato dai tecnici di tre settori dell'ente: ambiente, urbanistica e lavori pubblici, coordinati dal dirigente del settore ambiente, Ferdinando Di Sanza. Oltre agli strumenti legislativi, regolamentari e di programmazione (Piani regionali, Pai, Piano territoriale, legislazioni sull'uso del suolo, legislazione ambientale etc) sono stati presi in considerazione una serie di indicatori – individuata sulla base della più recente bibliografia tecnica e scientifica – che ha tenuto conto di : capacità di ripartizione del traffico; baricentricità ; carichi ambientali preesistenti ; livelli di raccolta differenziata ; equità sociale; densità della popolazione ; case sparse nel raggio di 500 m; distanza da centri abitati; pregio agricolo; beni ambientali e culturali; impatto sul paesaggio; biodiversità potenziale nell'intorno del sito.
L'individuazione di aree idonee per impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti deve tenere presenti vincoli e limitazioni di natura diversa: fisici, ambientali, sociali, economici, politici e tecnici. Nell'impostare il processo di localizzazione è stato necessario: definire una metodologia di selezione il più possibile oggettiva, trasparente e ripercorribile; dichiarare a priori i criteri che sono stati impiegati nella valutazione d'idoneità.
Nella prima fase, quindi, sono stati definiti i criteri di localizzazione; nella seconda fase del lavoro sono state escluse tutte le zone non idonee (sulla base dei vincoli normativi e ambientali); nella terza fase sono state individuate tutte le aree potenzialmente idonee.

«Un' anticipazione dell'Ato unico – commenta D'Agostino – come previsto dal Piano regionale dei rifiuti (attualmente in itinere ndr) che consentirebbe di razionalizzare risorse, di utilizzare nella maniera migliore le competenze di tutti ma, soprattutto, di tener conto delle esigenze del territorio nel suo complesso».
Secondo le previsioni del Piano regionale dei rifiuti gli attuali quattro Consorzi – Piomba Fino, Corsu, Cirsu e Unione dei Comuni Val Vibrata – dovrebbero confluire in un unico organismo.
Lo studio – realizzato da un gruppo di tecnici dei settori ambiente, urbanistica e lavori pubblici - ha individuato siti “potenzialmente” idonei.
Su questi si aprirà una fase di confronto con i Comuni e i Consorzi.
«Intendiamo arrivare ad una scelta condivisa e oltre al confronto istituzionale – spiega il Presidente – avvieremo una fase di ascolto dei cittadini e dei portatori di interesse, utilizzando il gruppo di lavoro e i metodi di Agenda 21».
Il sito o i siti prescelti, infine, dovranno essere sottoposti alle procedure tecniche di studio preliminare e di valutazione di impatto ambientale.
«Siamo solo all'inizio di un percorso – conclude Ernino D'Agostino – nel frattempo confidiamo sulla riapertura della discarica di Sant'Omero e sul fatto che sia il Cirsu che la Team hanno ottenuto l'autorizzazione regionale al trattamento dei rifiuti. Questo ci consentirà di smaltirli senza vincoli territoriali e senza autorizzazioni, laddove troveremo più convenienza».
21/03/2007 9.21