Fira. Masciarelli torna libero, per lui obbligo di dimora

Alessandro Biancardi

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CHIETI. E' tornato in libertà Giancarlo Masciarelli, ex presidente Fira, arrestato il 27 ottobre scorso nel corso dell'inchiesta "Bomba". Lo ha deciso questa mattina il gip del Tribunale di Pescara Guido Campli che ha accolto la richiesta del pm Filippo Guerra. Masciarelli già da qualche settimana si trovava agli arresti domiciliari. L'ex manager, dovrà attenersi però all'obbligo di dimora con il divieto di lasciare il proprio domicilio nelle ore notturne.
Lo scorso mese di ottobre erano finite in manette anche altre 11 persone e 34 i soggetti denunciati.
I reati contestati sono tanti: associazione a delinquere finalizzata alla truffa, falso, malversazione di contributi pubblici, corruzione.
Il sodalizio criminale operava attraverso persone fidate, prestanome e società vicine.
Il gip Campli, sempre questa mattina ha disposto la stessa misura anche per Paolo De Michele, ritenuto dagli inquirenti il braccio destro di Masciarelli (l'uomo del pen-drive), Carolina D'Antuono, ex direttrice della Fira, suo marito, Silvio Cirone, ed anche per Giovanni Cirulli e Pietro D'Arcangelo.
E' stata invece respinta la richiesta dei legali di Marco Picciotti che avevano chiesto la revoca dell'obbligo di dimora. Negativo anche il parere del pm.
Il ritorno in libertà dell'ex presidente Fira è arrivato a poche settimane da quello dell'ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo con cui Masciarelli aveva condiviso per qualche giorno anche la famosa cella a tre (il terzo era Picciotti) caso già finito nel dimenticatoio ed archiviato come “errore”.
In quella occasione, come ha rivelato l'ex primo cittadino in una recente intervista, Masciarelli cucinò anche delle crepes e assicurò che presto sarebbero tornati tutti in libertà.
Cosa effettivamente avvenuta pochi giorni prima che terminassero per legge i termini della custodia cautelare.
Ma il sipario è tutt'altro che calato sulla vicenda che adesso entra in una fase differente: quella processuale dove le prove raccolte dovranno dare la misura della corruzione e dei misfatti.
Sul fronte delle indagini invece da troppi mesi gli inquirenti latitano dando un segnale evidente che almeno nell'ambito Fira non vi saranno altre verità ad emergere con buona pace di tutti gli attori coinvolti che non avrebbero collaborato fino in fondo.
I mesi passano ma la “Bomba” si è indubbiamente affievolita anche se si attende ancora la chiusura ufficiale delle indagini a Vasto per il fallimento pilotato della ex- Delverde (indagati ancora Masciarelli e Picciotti) e l'esito delle indagini della procura di Chieti sulla prima fase del declino del pastificio (fino a dicembre 2004).
Resta in corsa solo l'inchiesta sulle cartolarizzazioni la sola possibilità che resta e che potrebbe promettere nuove sconvolgenti verità.
Ma il lavoro non è facile ostacolato da troppe forze.
Solo il tempo dirà quale prevarrà.
19/03/2007 14.42