Omicidio di Francavilla. L'autopsia conferma:«tassista morto per strangolamento»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. L'autopsia eseguita ieri dall'anatomopatologo, Aldo Carnevale, sul corpo del tassista Donato Libonati ha accertato che il decesso dell'uomo è avvenuto per strangolamento.
L'uomo di 77 anni, originario di Rotonda, provincia di Potenza ma residente a Montesilvano, il cui cadavere è stato ritrovato lo scorso
13 marzo nelle campagne di Contrada Villanesi di Francavilla al mare, sarebbe stato strozzato con del filo di ferro, lo stesso che gli è stato ritrovato ancora stretto al collo nel momento del ritrovamento.
L'autopsia, effettuata all'obitorio dell'ospedale di Chieti, ha inoltre stabilito che l'uomo è stato ucciso tra le 20 e le 21 di domenica scorsa, solo qualche ora dopo l'ultimo avvistamento dadi un amico che ha dichiarato agli inquirenti di aver visto l'uomo intorno alle 19, nel suo taxi bianco, e a bordo del suo mezzo c'erano anche altre tre persone.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Lucia Campo dovranno ora identificare i responsabili.
Nelle ultime ore si era diffusa la notizia che dal cellulare sottratto al tassista fosse stato registrato un segnale proveniente dal territorio della provincia di Milano.
Ma la Procura non conferma. Pare, infatti, che il cellulare risulti spento dal momento della sua scomparsa. Eppure era proprio in Lombradia che si pensava che potessero essere scappati gli aguzzini dell'anziano, magari con il taxi bianco che non è stato ancora ritrovato.
La via che gli inquirenti starebbero seguendo sarebbe quella della prostituzione, sembra infatti, secondo quanto riferito dagli investigatori che il tassista avrebbe potuto, durante il servizio notturno, aver trasportato, più di una volta personaggi di quest'ambiente.
Ma è tutto ancora da appurare anche se rimane aperta la pista della rapina finita male.

16/03/2007 12.18