Terreno comunale di Pagliare, i cittadini difendono il "loro" spazio

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. In località Pagliare di Sassa (AQ), esiste un terreno di circa 42.000 mq acquisito al patrimonio comunale nel 1985 con un contributo dello Stato. Fin d'allora l'intero appezzamento di terreno è stato usato da tutta la comunità della Circoscrizione di Sassa ed è stato l'unico luogo d'aggregazione.
« Il Comune», ricorda l'associazione ambientalista Italia Nostra, «ha tentato più volte di togliere il bene alla popolazione ma non è riuscito nell'intento perché è stato sempre difeso da tutti, codificandolo come "bene non alienabile"».
Recentemente – secondo quanto riferisce sempre l'associazione - il Comune avrebbe proposto di assegnare ben 18.000 metri quadrati dell'area ad un imprenditore per far realizzare sui rimanenti 24.000 mq un centro diurno e residenziale per i diversamente abili di tutto il comprensorio aquilano.
«Nei vari incontri», ribadiscono gli ambientalisti Gino Benedetti, Maria Scarsella, Tiberio Specchioli, «sono emerse tutte le necessità del luogo e soprattutto quella di assegnare un'area anche per la realizzazione della scuola materna ed elementare della circoscrizione nello stesso spazio dei 24.000 mq, destinati in prima istanza solo al centro per i diversamente abili».
Una richiesta che verrebbe dagli stessi cittadini di Pagliare che «è priva da sempre di qualsivoglia servizio. La proprietà comunale doveva essere una sorta di risarcimento all'abbandono storico da parte dell'amministrazione centrale in ogni suo momento ed anche per le cose assolutamente indispensabili».
Durante la terza riunione della conferenza dei servizi, esattamente il 28 febbraio scorso, Italia Nostra ha portato alla conoscenza di tutta l'assemblea che l'Osservatorio degli appalti della Regione Abruzzo «dispone, con un sostanzioso codice di norme da osservare, che tutti i posti assoggettati a vincoli ambientali e paesaggistici devono essere sottoposti a valutazione d'impatto ambientale, nella prima configurazione dell'idea progettuale, quindi, nella sua fase preliminare».
Tutto questo significa che «la scelta di Pagliare potrebbe anche avere un'opzione zero, dove cioè non è possibile assolutamente realizzare tutto ciò che si vorrebbe».

«VALUTAZIONI SPROPORZIONATE»


«E' necessario capire», insiste Italia Nostra, «soprattutto gli eventuali benefici economici-sociali-ambientali, tenendo presente che l'assegnazione dei 18.000 mq per la costruzione di un centro, valutato dallo stesso Comune in un milioni di euro, è sproporzionata e sicuramente sottovalutata nella stima economica in relazione al costo del terreno in metro quadro in località Pagliare».
Si porta ad esempio, per la comparazione dei beni, l'ex deposito munizioni denominato "Cappuccini" in località mammarella che ricopre una superficie di terreno di circa 9.000 metri quadrati e 650 circa di superficie edificata, come tutto il complesso dell'ex ospedale di Santa Maria di Collemaggio, l'ex carcere di San Domenico.
«Riteniamo che parte di questi beni debbano essere riservati ai diversamente abili o, in alternativa, una porzione del ricavato della vendita debba servire per la realizzazione del centro a Pagliare di Sassa, quantificato in un milione di euro».
Fin dal 1999, poi, Italia Nostra aveva chiesto di utilizzare l'area comunale, inserendola in un progetto complessivo di recupero del borgo che prevedeva anche laboratori culturali e d'artigianato, raggiungendo per questo successivamente un protocollo d'intesa.
Inoltre il Comune dell'Aquila, sempre in prossimità di Pagliare, «possiede un bene per svariati centinaia di metri quadrati e, sarebbe quindi assolutamente importante indicare, fin da questo momento, l'uso futuro di questo patrimonio, per pianificare al meglio le scelte sul territorio».

15/03/2007 12.37

UN PRIMO PASSO AVANTI?

Un primo grande passo avanti in merito alla costruzione di un Centro residenziale diurno per portatori di handicap a Pagliare di Sassa forse è stato fatto.
«All'inizio della prossima settimana», ha comunicato il consigliere comunale delegato dal sindaco alle Politiche legate al superamento dell'handicap Adriano Perrotti , «il Comune e la Provincia firmeranno un Accordo di Programma per consentire la variante urbanistica al Prg, nella zona in questione, necessaria per la realizzazione di questa struttura che sto seguendo da tempo».
«Un risultato importante», conferma l'assessore, «frutto di tre conferenze dei servizi alle quali hanno partecipato i rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti, l'Associazione "La casetta che non c'è", la Circoscrizione, il Comune, la Provincia, la Regione e la Sovrintendenza, ed ognuno avrà un ruolo fondamentale, in base alle rispettive competenze, nella concretizzazione di questo progetto».
L'Accordo di Programma, inoltre, conterrà «anche le condizioni relative al bando di gara necessario per l'individuazione della ditta a cui sarà affidato il progetto del Centro».
A breve, approderà in Consiglio comunale anche la delibera che prevede la costituzione della fondazione "Con noi e dopo", che gestirà la struttura

15/03/2007 15.20