Crisi idrica. Anche a Teramo è allarme giallo

Alessandro Biancardi

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TERAMO. «Non è ancora emergenza ma è crisi idrica in provincia di Teramo: dal 2005 abbiamo perso circa il 30% di acqua dalle nostre sorgenti».
L'allarme, che potremmo definire “giallo” o, se preferite, di classe “defcon 3”, è stato lanciato dal presidente della Ruzzo Servizi, Pino Casalena.
Il quale ha annunciato l'invio nelle case dei cittadini di Teramo e provincia, con la prossima bolletta, di una lettera dove sono indicati i corretti comportamenti da tenere nell'utilizzo dell'acqua e le misure adottate già da questi giorni dal Ruzzo per contenere gli inevitabili disagi.
A partire dall'utilizzo delle cisterne che servono a portare l'acqua dove manca.
«Già le abbiamo utilizzate in alcune frazioni dei comuni di Civitella del Tronto e Teramo - ha dichiarato il dottor Casalena - e lo faremo anche in futuro se servirà».
Il presidente della Ruzzo Servizi ha parlato anche di aumento della reperibilità delle squadre per i prossimi mesi e «in casi estremi - ha aggiunto Casalena - procederemo alla turnazione dell'acqua con la chiusura dei rubinetti durante la notte, un provvedimento estremo ma per ora solo ipotetico». Per ora, infatti, la situazione pare sia sotto controllo.
«Nelle nostre case per ora l'acqua arriverà regolarmente».
D'altra parte, non è il caso di abbassare la guardia. E' proprio a causa dell'uomo che il Calderone, il ghiacciaio perenne più meridionale d'Europa, protetto dalle quattro cime del Gran Sasso, ha visto diminuire drasticamente negli ultimi 20 anni la sua superficie. Colpa dell'innalzamento delle temperature e dell'effetto serra.
Il rischio non è solo quello di perdere il Calderone, un patrimonio inestimabile dell'umanità, ma di assistere alla progressiva desertificazione dell'Abruzzo con tutte le conseguenze del caso.

Nicola Facciolini 14/03/2007 8.37