Martinsicuro, un Centro polivalente per gli immigrati

Alessandro Biancardi

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MARTINSICURO. La Provincia di Teramo, nell’ambito delle iniziative dell’Assessorato alle Politiche Sociali, inaugurerà sabato 10 marzo, alle ore 12, a Martinsicuro, in via Cesare Battisti, alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura Betty Mura, il Centro Polivalente per gli immigrati “Melting Point”.
La struttura, finanziata con i fondi regionali per le politiche migratorie (L.R. 46/2004) e patrocinata dal Comune di Martinsicuro, è uno spazio dedicato alle associazioni di immigrati e agli stranieri residenti nel territorio provinciale, e si propone di diventare un laboratorio dove le culture possano mescolarsi e arricchirsi reciprocamente. Il fine è quello di instaurare sinergie ed opportunità di integrazione, realizzando un vero e proprio “melting pot” .
Come è stato illustrato nella conferenza stampa tenuta questa mattina dall'assessore alle politiche sociali, Mauro Sacco, insieme alla dirigente Renata Durante, alla responsabile dell'osservatorio per l'immigrazione Liviana Bentivoglio e ad alcuni professionisti operanti nel centro (Massimiliano Papa, il coordinatore, e l'avvocato Laura Clementi, consulente legale) il Melting POinT svolgerà attività di consulenza gratuita nei confronti degli immigrati per le emergenze legate ai permessi di soggiorno, alle pratiche per l'abitazione, al lavoro, ma soprattutto avrà un ruolo di mediazione tra la scuola e le famiglie, i datori di lavoro e i lavoratori, i cittadini e le istituzioni.
La struttura, che intende operare in stretta connessione con enti locali, organizzazioni e associazioni, svolgerà attività di orientamento al lavoro in collaborazione con i Centri per l'Impiego e i sindacati, di supporto psicologico e promozione dell'inserimento sociale delle donne straniere, azione di raccordo con le comunità di immigrati, sostegno all'inserimento sociale.
Il centro offre anche corsi di lingua straniera (tigrigna, diffusa nelle zone dell'Eritrea e del Corno d'Africa, ma anche araba e cinese) e, inoltre, attività di doposcuola per studenti. Sono inoltre previsti corsi di formazione di breve durata su sicurezza nei luoghi di lavoro, diritti e doveri dei lavoratori, educazione sanitaria.
«Il nostro obiettivo – ha spiegato l'assessore Sacco – è quello di favorire il processo di integrazione, scongiurare il pericolo di discriminazioni e promuovere la multiculturalità. La creazione di un Centro polivalente per l'immigrazione risponde in questo senso all'esigenza di un raccordo sempre più stretto tra i servizi socio-assistenziali, sanitari e scolastici e le istituzioni, attivando servizi di prossimità vicini ai bisogni delle persone».

Come prevede la Legge regionale 46/2004, il Centro polivalente per l'immigrazione viene autogestito dalle associazioni degli stranieri immigrati iscritte al registro regionale, in questo caso 4: CENA-Comunità Eritrea nella Regione Abruzzo (Teramo), Associazione “La Comunità dei musulmani in Abruzzo” (Campli), ALHIJRA- Associazione Italo-Magrebina (Martinsicuro) e Associazione Multiculturale Metissages (Mosciano S.Angelo).
La struttura è nata con lo scopo di favorire l'integrazione della popolazione straniera, che in provincia è in continuo aumento. Secondo gli ultimi dati forniti dai servizi anagrafici dei Comuni, sono circa 13.100 (4,39% della popolazione residente) gli immigrati extracomunitari in provincia di Teramo.
Una realtà ampia e variegata e, soprattutto, in continua evoluzione. Affiancandosi a quelli tradizionali provenienti dalle zone nord-africana albanese e asiatica, stanno infatti emergendo nuovi flussi migratori che giungono dall'Est dell'Europa e dai Paesi dell'ex Unione Sovietica.
Il grado di integrazione culturale e sociale degli immigrati, anche di quelli regolari, è ancora molto basso. La presenza sempre più importante di famiglie con figli piccoli, inoltre, pone nuovi quesiti ai servizi territoriali, come ad esempio la questione dell'integrazione sociale e scolastica dei minori o anche quella delle madri. C'è poi da considerare che molte donne immigrate, soprattutto nelle zone isolate del territorio, vivono il senso della solitudine e la depressione di una condizione di sradicamento affettivo. Tutto questo ha delle ricadute sui rapporti con il marito e i figli.

07/03/2007 14.13