In cella una famiglia di spacciatori legata ad un rapinatore di portavalori

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Spaccio di eroina con base nel quartiere Zanni di Pescara. Una famiglia molto unita e compatta dedita all’unica attività redditizia: lo spaccio di eroina. Un sodalizio tra mamma e figlia che permetteva entrate molto alte e che spingeva la coppia a vendere la sostanza stupefacente anche alla luce del sole, persino al mercato. Sono state arrestate questa mattina quattro persone dai carabinieri del Nucleo operativo del reparto operativo di Pescara e da quelli della sezione anticrimine dell'Aquila. A L’AQUILA 5 ARRESTI NELL’OPERAZIONE “NIKITA”
Gli arresti sono avvenuti all'alba di oggi e sono stati disposti dal gip Maria Michela Di Fine su richiesta del pm Gennaro Varone.
In carcere sono finiti Delfina Roselli, 52enne, e i figli Giada Taricani, 22 anni, e
Carlo Taricani, 26enne, mentre a Loris Fratelli, 29enne, l'ordine di custodia cautelare e' stato notificato in carcere dove è rinchiuso per aver commesso una rapina.
Nel momento della perquisizione nell'appartamento degli arrestati c'è stata concitazione ed i figli hanno tentato di disfarsi di 60 grammi di eroina e di un bilancino di precisione gettandoli dalla finestra della loro abitazione in Via Carlo Alberto Dalla Chiesa, tentativo che non è sfuggito ai militari anche grazie all'ausilio di un cane antidroga.
In casa i carabinieri hanno sequestrato anche dieci flaconi di metadone, alcune dosi di cocaina , hashish e marijuana, uno scanner, calibrato sulla frequenza radio dei carabinieri usato per intercettare le comunicazioni dei militari di Pescara e 605 euro in contanti.
Delfina Roselli, hanno spiegato i carabinieri, è la suocera di Maurizio Longo, una delle
persone coinvolte nell'inchiesta sulle rapine ai portavalori.
Ed è proprio grazie a questo legame che gli inquirenti sono riusciti a debellare la centrale dello spaccio.
Infatti controllando le persone che avevano contatti con Longo i carabinieri sono riusciti ad individuare gli spacciatori arrestati oggi.
Secondo i militari quella di oggi sarebbe la scoperta dell'ennesima “azienda familiare”, così' come nella zona ce ne sono molte occultate dal degrado del quartiere.

06/03/2007 13.41

A L'AQUILA 5 ARRESTI NELL'OPERAZIONE “NIKITA”

E sempre all'alba sono scattati gli arresti a L'Aquila in seguito alla inchiesta denominata “Nikita” che ha portato in carcere cinque persone e ad una serie di perquisizioni nei confronti di presunti membri di una associazione dedita allo spaccio.
La Procura dell'Aquila ha coordinato stamane 54 militari del comando provinciale. Le indagini andavano avanti da oltre 7 mesi.
In manette sono finiti Marco Casilli, 31 anni, in carcere; Maurizio Iovenitti, 28 anni, Mauro Scimia, 25 anni, Daniel Cantera, 39 anni, e Cristian Morelli, 22 anni, tutti agli arresti domiciliari.
Gli arrestati risiedono nell'hinterland del comune dell'Aquila.
Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati complessivamente 140 grammi di cocaina,
30 grammi di hashis, 15 di marijuana e un flaconcino di "Popper".
A far scattare le indagini una segnalazione di una turista straniera (lettone di nome Nikita che poi ha dato il nome all'operazione) che aveva segnalato uno strano movimento di giovani in prossimità del piazzale del santuario della Madonna d'Appari, lungo la statale 17 bis, tra le frazioni di Paganica e Camarda.
Gli investigatori, utilizzando intercettazioni telefoniche e pedinamenti, sono riusciti a sapere che il
gruppo utilizzava un linguaggio criptato, per quanto semplice, e si muoveva anche in alcuni locali dell'Aquila dove le sostanze passavano di mano.
Secondo quanto emerso la droga veniva acquistata sulla costa e rivenduta al dettaglio nell'aquilano, spesso nelle abitazioni di alcuni degli arrestati.
Secondo gli investigatori, il capo del gruppo criminale sarebbe Marco Casilli, l'unico per il quale e' stata disposta la misura cautelare in carcere. Altre trenta persone sono state segnalate alla Prefettura quali assuntori di droga.

06/03/2007 15.56