Il ratto del francescano, Padre Benedetto torna a casa e San Buono esulta

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3610

Il ratto del francescano, Padre Benedetto torna a casa e San Buono esulta
SAN BUONO. In marcia verso Lanciano, con autobus e auto private. Così circa 200 fedeli di San Buono, Gissi, Furci e Roccaspinalveti, si sono andati a riprende padre Benedetto Ferrante che lo scorso novembre era stato allontanato dal convento di Sant'Antonio. Il frate adesso è contento e tutto il paese si sta prendendo cura di lui. Sono state organizzate anche ronde notturne nei pressi dell'abitazione del prelato per evitare che qualche "malintenzionato" lo allontani nuovamente da casa sua. L'ALLONTANAMENTO - L'ATTESA - UNA PETIZIONE CON 5MILA FIRME
Un rapimento in piena regola ma loro, gli ideatori del raid religioso, non vogliono sentir parlare di alcun gesto violento.
«Abbiamo fatto semplicemente quello che ci aveva chiesto padre Benedetto», ha raccontato a PrimaDaNoi.it Celestino Paganelli ( nella foto a sinistra mentre mostra le 5.000 firme dei fedeli), presidente del comitato pro convento di Sant'Antonio.
«Abbiamo ascoltato le sue volontà e lui voleva tornare qui, tra di noi, nel suo convento».
La spedizione è cominciata sabato mattina in un clima sereno e nessuno ha pensato per un solo momento che si stesse facendo qualcosa di sbagliato. «Ci siamo organizzati con pullman e auto private», racconta ancora Paganelli. «Tutte le promesse arrivate dalla Curia sono state disattese. Ci avevano assicurato che padre Benedetto avrebbe fatto ritorno il 27 febbraio».
Alla scadenza della data, però, i sanbuonesi hanno agito d'impulso e capito che era inutile aspettare ancora.
E allora via, in marcia alla volta del convento di Sant'Antonio di Lanciano come succedeva ormai negli ultimi quattro mesi.
Ma questa volta in programma non c'era la solita visita di cortesia.
Una scusa banale per far allontanare il frate dagli altri religiosi.
Un caffè e due chiacchiere con gli amici. Ma all'improvviso la
sorpresa: Padre Benedetto viene caricato dai fedeli, euforico e emozionato per tanto affetto, su una delle auto, pronta a sgommare verso casa.
A Lanciano non resta che un cartello "a furor di popolo ce lo siamo ripresi".
I frati di Lanciano allibiti non hanno reagito. Solo qualche volto sgomento e la prova, concreta più che mai, di cosa sia la fratellanza.
Le prime ore in paese per padre Benedetto sono state un assedio
continui di affetto, baci, abbracci. Poi ancora tante lacrime per l'anziano francescano (che ha 70 anni) quando ha rimesso piede nel "suo convento". Ha baciato i piedi della statua di Sant'Antonio presente nella chiesa, ha ringraziato tutti i presenti. E ieri, domenica, i banchi erano nuovamente stracolmi di fedeli.

Adesso Padre Fedele è guardato a vista, dagli occhi protettivi di chi ha imparato ad amarlo e in queste settimane ha sentito la sua mancanza. I piani alti non hanno ancora commentato l'accaduto ma al frate è stata affidata una specie di scorta «per non permettere a nessuno di portarcelo via come hanno fatto quattro mesi fa».
La sera ci sono vere e proprie ronde per far stare più tranquillo il parroco. «Gli abbiamo detto di non andare via con nessuno», raccontano i fedeli, «nemmeno se arrivano i carabinieri o ci toccherà murarlo vivo», scherzano ormai felici di averlo a casa.
E il comitato ha ricevuto qualche giorno fa una telefonata da alcuni cittadini dell'Alto Sangro. Pare che anche lì un parroco sia stato trasferito e San Buono ormai ha fatto scuola…

Alessandra Lotti 05/03/2007 12.24