Banca d’Italia, «la sede teramana resti per il bene del territorio»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Il sindaco Gianni Chiodi, ha scritto al presidente della Provincia e ai sindaci del territorio invitandoli ad un coinvolgimento congiunto per promuovere iniziative idonee a scongiurare la chiusura della sede teramana della Banca d’Italia. Chiodi ha scritto anche al prefetto Francesco Camerino «perché voglia farsi latore presso gli organi centrali della Banca D’Italia della richiesta di garantire la permanenza nel nostro territorio dell’Ufficio di Vigilanza e Studi Economici dell’Istituto Centrale».
Il nuovo intervento del sindaco Chiodi giunge quando le notizie sul riassetto organizzativo della Banca D'Italia confermerebbero la prospettiva del ridimensionamento della sede di Teramo.
Già qualche mese fa, Chiodi aveva scritto al governatore della Banca d'Italia Mario Draghi ricordandogli «la posizione di preminenza di Teramo nel sistema bancario e finanziario abruzzese, sostanziata dal primato nella presenza di banche con 173 sportelli e 5 istituti in provincia, di cui 4 di Credito Cooperativo, oltre a due Finanziarie».
Il Sindaco torna oggi a ricordare come «questa alta concentrazione è stata indispensabile per il raggiungimento di una dimensione economica efficiente ed ha consentito la nascita ed il consolidamento dell'imprenditoria, ma anche la produzione di capitale sociale, di cultura e di iniziative tese a valorizzare il patrimonio identitario della provincia».
Il ruolo assunto dalla Banca d'Italia in questo quadro è stato cruciale grazie al «prezioso servizio pubblico di controllo e sorveglianza».
La permanenza dell'Istituto Centrale nella realtà teramana è pertanto «condizione indispensabile per garantire fiducia ai mercati e far progredire l'economia teramana».
L'ulteriore spoliazione di un servizio strategico per il territorio, conclude il Sindaco, costituirebbe inoltre un serio danno e potrebbe compromettere il “processo di sviluppo che si sta oggi compiendo attraverso politiche che mirano al recupero progressivo della competitività”.

03/03/2007 11.15