Il ragazzo morto nel rogo dell’auto: forse tragica fatalità

Alessandro Biancardi

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Il ragazzo morto nel rogo dell’auto: forse tragica fatalità
TERAMO. Probabilmente una tragica fatalità, nessuna deflagrazione: l’incendio sviluppato da un mozzicone di sigaretta. In attesa dell’esame tossicologico, il capitano dei Carabinieri Marco Piras non si sbilancia: «Per ora non possiamo che parlare di tragica fatalità».
«Leonardo Paolini è morto per asfissia», lo ha annunciato al telefono il capitano Marco Piras, comandante della Compagnia Carabinieri di Teramo, presente all'esame autoptico sui resti del povero giovane teramano.
Quel che è certo, tuttavia, è che non si sia trattata di una deflagrazione né tanto meno di una detonazione come causa dell'incendio, sviluppato molto probabilmente da un mozzicone di sigaretta, che avrebbe causato la morte del giovane studente universitario Leonardo Paolini, 23 anni, rinvenuto carbonizzato in un'auto nel quartiere di Colleparco presso l'Università di Teramo.
In attesa dell'esame tossicologico del referto autoptico definitivo Piras, non si sbilancia: «i giornali possono scrivere ciò che vogliono ma noi investigatori lavoriamo seriamente sui fatti e sui dati certi, non sulle fantasie del momento».
Certo, non sarà facile dare soluzione al caso.
Leonardo Paolini era molto conosciuto in città.
Fidanzato con una coetanea, secondo il racconto dei parenti era felice, amava la vita, aveva tanti amici, alcuni dei quali sentiti dal magistrato che cura l'inchiesta, Valentina D'Agostino.
Don Giovanni Bruni, il parroco che ha visto nascere Leonardo e che probabilmente ne officerà i funerali la prossima settimana, piange lacrime di dolore commentando la notizia.
«Ho perso un figlio», dice, «non riesco a crederci, che fine orribile per un giovane parrocchiano che aveva chiuso con gli errori del passato. Alla famiglia Paolini esprimo le mie più sentite condoglianze».
Un dato pare certo fin dal primo esame sul cadavere carbonizzato nell'auto: secondo quanto affermato dal dottor Sciarra, anatomopatologo che ha effettuato -all'ospedale Mazzini di Teramo- l'autopsia insieme ai colleghi Claudio Cacace di San Benedetto del Tronto e Nino Froldi di Macerara, il corpo di Leonardo non presenterebbe segni di violenza esterna.
Dunque, potrebbero essere stati i gas tossici sprigionati dall'incendio a spegnere la giovane vita di Leonardo prima ancora delle terribili fiamme che ne hanno devastato il corpo.
Perché il giovane non avrebbe avuto il tempo e il modo di accorgersi del precipitare degli eventi? Aveva forse assunto qualche sostanza stupefacente?
Un improvviso malore?
La verità su quell'orribile morte forse sarà svelata dal referto autoptico, ma resta l'immensa tragedia e l'incontenibile dolore di una famiglia distrutta.
«Il conforto della fede, della comunità di Colleparco e dell'intera cittadinanza aprutina – ha detto don Giovanni – aiuteranno la famiglia a superare questo tempo di dolore».

Nicola Facciolini 03/03/2007 9.19