martedì 21 ottobre 2014

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Immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione: arrestate 9 persone

FOSSACESIA. Maxi operazione contro lo sfruttamento della prostituzione e l'immigrazione clandestina di ragazze romene. In carcere sono finiti anche il gestore ed il titolare del night club Adratica. Le indagini proseguivano da altre un anno ed hanno interessato anche Paesi dell'Est.


FOSSACESIA. Maxi operazione contro lo sfruttamento della prostituzione e l'immigrazione clandestina di ragazze romene. In carcere sono finiti anche il gestore ed il titolare del night club Adratica. Le indagini proseguivano da altre un anno ed hanno interessato anche Paesi dell'Est.




L'organizzazione era laboriosa, rodata e dei guadagni sicuri. La nostra regione deve registrare l'ennesima maxi operazione dei carabinieri che interrompe un traffico di prostituzione con i Paesi dell'Est.
I carabinieri della compagnia di Atessa, nella notte fra sabato e domenica, hanno arrestato nove persone nell'ambito dell'operazione "Vento dell'est", iniziata nell'estate del 2004 e protrattasi per circa un anno.
Alla fine sono finiti dietro le sbarre i nove componenti della banda (italiani, albanesi, rumeni) che aveva ramificazioni in diversi Stati e dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e alla induzione e sfruttamento della prostituzione.
Il blitz è scattato alle 2, quando circa 80 militari hanno fatto irruzione nel locale notturno di Fossacesia Marina “Night club Adriatica”, locale noto e frequentato soprattutto nel fine settimana.
L'organizzazione era capeggiata da Alain e Giuseppe De Dominicis, 44 e 42 anni di San Salvo, titolare e gestore del locale e dalla compagna del primo, Gina Stanica, 36 anni, cittadina rumena ma residente a San Salvo, titolare dell' “Hotel la Colomba”, ritenuta il braccio operativo: si occupava, infatti, secondo i carabinieri, innanzitutto del reperimento delle giovani, attraverso canali internazionali ben collaudati e facenti capo a più pericolose organizzazioni.
Diversi i passaggi necessari per far giungere le giovani nel nostro Paese: dall'ingaggio nei loro paesi d'origine al trasporto in pullman sino in Italia, al superamento dei controlli nelle questure.
Alle ragazze -tratte in inganno con la promessa di un lavoro pulito in Italia, magari come cameriere nell'albergo “La Colomba”- veniva concessa anche una somma di denaro sufficiente a superare le frontiere per dimostrare la possibilità di sostentamento nell'Unione europea, così come prescrive la legge. Salvo poi vedersela ritirata dai loro sfruttatori per evitare fughe premature.
Superata la frontiera iniziava l'incubo.
Il pullman, direttamente dalla Romania, faceva capo a Bologna dove le ragazze venivano fatte scendere e raggiunte da emissari di più organizzazioni che si spartivano “il carico”.
Ad occuparsi del trasporto da Bologna alla provincia di Chieti, erano due albanesi (residenti a San Salvo, Roma) ed un italiano –Salvatore Pistocco, 63 anni foggiano ma residente a San Vito- i quali pagavano all'organizzazione un prezzo non inferiore agli 800 euro a ragazza per condurle sino all'hotel di San Salvo o in alcuni appartamenti di Fossacesia o di San Vito Chietino.
Della sistemazione logistica si occupavano le donne della banda: le sorelle Gina e Liliana Stanica e Christina Zaplaic, 35 anni rumena residente a Vasto, ora agli arresti domiciliari.
Le ragazze venivano subito avviate al lavoro nel locale notturno di Fossacesia, alcune -secondo i carabinieri- già consapevoli di quello che avrebbero fatto, altre indotte dal benessere. Il loro compito era adescare i clienti (spesso padri di famiglia) per rapporti sessuali da tenersi fuori dal locale e per questo ricevevano somme da capogiro. Sarebbero stati proprio i familiari di alcuni abituali frequentatori del locale a rivolgersi direttamente ai carabinieri per chiedere aiuto e dalle loro testimonianze sarebbero poi nati diversi filoni di inchiesta.
Ogni cliente pagava una cifra almeno pari a 200 euro al gestore del locale solo per potersi allontanare in compagnia, oltre al prezzo della prestazione sessuale alla ragazza (che tuttavia finiva nelle mani degli arrestati) poteva variare dagli 80 ai 200 euro.
Le indagini si sono rivelate estremamente complesse sia per il numero di persone coinvolte sia perché i territori d'azione del gruppo criminale erano molteplici e diversificati. L'indagine è stata condotta dal Comando della compagnia dei carabinieri di Atessa e coordinata dal Sostituto procuratore Mirvana Di Serio, della Procura della Repubblica di Lanciano.

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5579

26/09/2005 - 09:03

La Redazione

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