Bilancio Notaresco, la minoranza va alla Procura della Corte dei Conti

Alessandro Biancardi

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NOTARESCO. Un esposto alla Corte dei Conti sul bilancio di previsione 2010 del Comune di Notaresco è stato spedito ieri dai consiglieri comunali di opposizione Nicola Sposetti, Giuseppe Di Marco, Silvia Recchiuti, Paolo Zippi, Concetta Ettorre e Antonio Torbidone.



I consiglieri di maggioranza hanno così segnalato alcune situazioni che suscitano «forti dubbi e perplessità». Debiti con Comune di Roseto e Cirsu che vengono spalmati nel tempo a causa di mancanza di risorse.
Ma il risultato che salta fuori non sarebbe in linea con le norme severe che regolano i bilanci della amministrazioni pubbliche.
Il bilancio di previsione 2010 è stato approvato lo scorso 6 luglio («oltre il termine stabilito dalla legge») ed è stato definito dal capogruppo d'opposizione Sposetti come una sorta di «preconsuntivo perchè è trascorso più della metà dell'anno finanziario e quindi è difficile parlare ancora di previsione».
I consiglieri avevano già segnalato al Procuratore della Corte dei Conti alcune anomalie, a febbraio scorso, in sede di assestamento generale di bilancio.
Il Comune di Notaresco (amministrato da Valter Catarra, presidente della Provincia di Teramo) il 30 novembre del 2009 ha riconosciuto debiti fuori bilancio nei confronti del Comune di Roseto degli Abruzzi per 290.929 euro maturati negli anni 2008 e 2009.
Sempre in sede di assestamento generale del bilancio era stato individuato uno “scompenso finanziario” per il 2009 di 200.000 euro generato dall'aumento della tariffa: la metà ha trovato copertura nel bilancio 2009 mentre l'altra metà avrebbero dovuto essere coperti con risorse finanziarie a valere sui bilanci 2010 e 2011.
«Nel bilancio di previsione 2010», spiegano i consiglieri di opposizione, «abbiamo dovuto constatare che il Comune di Notaresco, non avendo soldi, si è autoaccordato un allungamento dei pagamenti prevedendo di pagare il debito verso Roseto, che nel frattempo è stato riquantificato in 240.000 euro, in tre rate (2010, 2011 e 2012). Come anche si è autoaccordato un allungamento dei pagamenti verso il Cirsu in tre rate (2010, 2011, 2012)».
Ma questo, scrivono i consiglieri nell'esposto alla Corte dei Conti, «stride con quanto previsto dall'articolo 194 comma 2 del Tuel il quale testualmente recita:”Per il pagamento l'ente può provvedere anche mediante un piano di rateizzazione, della durata di tre anni finanziari compreso quello in corso, convenuto con i creditori.” Ovviamente in questa maniera si superano i tre esercizi (2009-2010-2011) e, inoltre, tali piani di rateizzazione non risultano siano stati convenuti con i creditori. Alla data odierna non risulta, infatti, che il Comune di Roseto o il Cirsu abbiano accordato tali piani di rateizzazione».
E il bilancio, ricordano i consiglieri di opposizione, «abbiamo sempre posto attenzione, già dalle voragini create nel 2007 dall'amministrazione Catarra (in carica dal 2003), che ha avviato la vendita di due edifici comunali (di cui uno di pregio) a favore di una neocostituita società comunale per racimolare oltre 600.000 euro con il mutuo che tale società dovrebbe contrarre per poi girarli al Comune per pagare gli immobili».
Con questa operazione l'amministrazione comunale ha pareggiato il consuntivo 2007 ed in parte il 2008.
La minoranza contesta anche i tagli fatti nel bilancio: «per la prima volta dopo tanti anni non sono più previsti costi per i precari che l'amministrazione comunale ha mandato a casa, come anche si continua a prevedere che le società calcistiche del Notaresco e Guardia Vomano, non solo non ricevono un euro di contributo, ma addirittura devono pagare l'affitto degli impianti sportivi come se navigassero nell'oro».
Infine Sposetti ricorda che dal 1° luglio sono state ripristinate le indennità per il vice sindaco e gli assessori con un costo, per i sei mesi restanti del 2010, di 44.000 euro: «lì i soldi si sono trovati...eccome!»

28/07/2010 14.42