Stadio Adriatico: si gioca una nuova partita... giudiziaria

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Stadio Adriatico: si gioca una nuova partita... giudiziaria
PESCARA. Una nuova inchiesta giudiziaria, partita da poco, potrebbe fare chiarezza su alcune scelte ed eventi della passata amministrazione a Pescara. Ma non solo, magari gettare un po' di luce su sponsor e internazionalizzazione.
Alcuni giorni fa gli uomini della Squadra mobile di Pescara si sono presentati in Comune con un decreto di esibizione di atti firmato dal pubblico ministero Anna Rita Mantini.
Gli agenti erano interessati a tutti i documenti relativi alla gara di ristrutturazione dello Stadio Adriatico, gara tenutasi a novembre del 2007.
Certo ne è passato di tempo e la procura interviene con notevole ritardo su un appalto chiacchierato prima ancora che si svolgesse.
Ma quello dello stadio sembra essere solo un particolare di una foto che la procura sta cercando di ricostruire e che per il momento non si sa dove potrebbe portare e chi potrebbe coinvolgere.
Una inchiesta talmente giovane che al momento contiene davvero pochi segreti.
Il periodo è quello caldo della vigilia dei famosi Giochi del Mediterraneo (che alla fine sono filati via lisci...), bisognava fare in fretta perchè lo stadio non era a norma ed era il fulcro della manifestazione sportiva.
Un grande evento per decreto con procedure d'urgenza, come da prassi della Protezione civile, e quindi una montagna di soldi piovuti sull'opera.
Il 22 novembre 2007 l'ufficio gare e appalti dell'Ente completò la valutazione delle offerte per l'aggiudicazione del bando relativo all'intervento di riqualificazione.
I lavori vennero aggiudicati alla �ATI Di Giampaolo � Walter Tosto�, che totalizzò un punteggio di 81,15, classificandosi davanti ad altre tre imprese.
Seconda fu la �Dino Di Vincenzo� (punteggio 64,925); terza �Ati Favellato Claudio e Costruzioni Camardo� (punteggio 62,55); infine �Ati Edil2000 S.r.l. � General Contactor S.p.a.� (punteggio 58,415).
L�ATI Di Giampaolo � Walter Tosto presentò un'offerta pari a 8.853.000 euro, per un ribasso d'asta del 20%.
Prima di quella gara moltissime voci davano quasi per scontata la vittoria della impresa di Dino Di Vincenzo e come spesso accade si trattava �alla luce dei fatti- di voci infondate.
Pochi giorni dopo, tuttavia, era il 28 novembre 2007, PrimaDaNoi.it pubblicò un articolo che fece infuriare il sindaco Luciano D'Alfonso, nonostante le informazioni fornite fossero perfette. 
Le voci della vigilia, infatti, si erano rinforzate ed i malumori provenienti da altre ditte che avevano partecipato facevano preludere a fastidiosi ricorsi che avrebbero rallentato la corsa già tardiva della ristrutturazione.
Secondo alcuni tecnici con il ribasso del 20% non ci sarebbe stato sufficiente guadagno da parte dell'Ati vincitrice anche perchè si sarebbe dovuta impegnare nella manutenzione per 10 anni. E pare che proprio su questo fronte nelle ultime settimane si sia aperto un fastidioso contenzioso con il Comune circa l'ufficiale accezione del termine �manutenzione� e cosa questa implichi realmente per la ditta. Nel nostro articolo poi si parlava anche di altre circostanziate stranezze che avevano circondato l'appalto e pubblicammo anche la tabella definitiva con tutti i punteggi totalizzati dalle ditte partecipanti.
Sempre su quell'appalto era stata aperta una inchiesta avviata da alcuni esposti dell'ordine degli Architetti e Ingegneri di Pescara perchè anche in quel caso l'assegnazione degli incarichi di progettazione, direzione lavori ed altro, era stata fatta direttamente e senza le procedure di evidenza previste dalla legge.
L'inchiesta non ha portato a nulla ma l' amministrazione comunale di allora decise poi, all'improvviso, che era giunto il momento di avviare le procedure di evidenza pubblica.
Bei soldi affidati direttamente a tecnici preparati ma scelti anche in base alla �simpatia�.
I veleni però si dissolsero in fretta e nessun ricorso venne presentato da alcuna ditta e non vi furono intoppi.
L'inaugurazione avvenne in pompa magna, in periodo elettorale e senza nemmeno l'autorizzazione di agibilità. Nessuno intervenne. In prima fila l'allora vicesindaco Camillo D'Angelo perchè nel frattempo l'ex sindaco D�Alfonso era stato arrestato.
Una sorpresa, però, arrivò a maggio 2009 quando si scoprì, del tutto casualmente, che l'appalto originario da poco più di 8 milioni era stato aumentato di 3 milioni con una variante.
Una variante che secondo gli stessi tecnici del Comune sarebbe in realtà un secondo appalto pare sempre aggiudicato alla stessa Ati. 
Con i lavori dello Stadio, proprio la variante sembrò confermare quei dubbi, avanzati da PrimaDaNoi.it in tempi non sospetti, sull'eccessivo ribasso e l�esiguit� dei guadagni.
Il nuovo appalto o la variante serviva all'adeguamento sismico perchè il terremoto aveva riportato di getto l'attenzione su queste tematiche. Anche su questo versante avanzammo molte domande e ottenemmo poche risposte. Una su tutte: nel 2006 Abruzzo Engineering stimò che per l'adeguamento sismico occorrevano 11 milioni di euro, nel 2009 però per rifare il look allo stadio e adeguarlo bastarono 13 milioni.
Inutile ribadire che i documenti non saltarono fuori con buona pace della trasparenza.
Ora ci penserà la procura a capire cosa sia realmente successo.
Come si diceva, però, si indaga a largo raggio partendo dalle due ditte vincitrici: Di Giampaolo, ditta molto nota che lavora moltissimo con le amministrazioni pubbliche e la Walter Tosto di Chieti che negli ultimi anni ha avuto un vero e proprio boom con commesse milionarie in tutto il mondo.
28/07/2010 10.12