Pescara, bilancio consuntivo 2009: più debiti che crediti.

Alessandro Biancardi

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PESCARA. 162milioni di euro riscossi nel corso del 2009, 156 milioni di euro pagati, con un avanzo di amministrazione di 6milioni di euro già vincolati per voci di spesa ben specifiche.


E' questo il bilancio consuntivo del 2009 del Comune di Pescara, frutto di due diverse amministrazioni, ossia del centrosinistra per i primi sei mesi dell'anno, e del centrodestra da luglio in poi.
Un bilancio che conta anche 148milioni di residui passivi, ossia di debiti, e solo 135milioni di euro di residui attivi, ossia di crediti ancora da riscuotere.
Ieri mattina è iniziato l'esame del documento che domani tornerà in Commissione Finanze per il voto e il prossimo 10 agosto approderà in aula per l'approvazione, come annunciato dall'assessore alle Finanze del Comune di Pescara Eugenio Seccia e i presidenti delle Commissioni consiliari Finanze Renato Ranieri e Politiche sociali, Salvatore Di Pino.
«L'amministrazione comunale – hanno illustrato l'assessore Seccia e in presidenti Ranieri e Di Pino – ha definitivamente chiuso i conti del 2009, che hanno fatto emergere un avanzo d'amministrazione pari a 6milioni 134mila 407,80 euro: in realtà non si tratta di liquidità, ossia di somme già pronte nel cassetto, ma piuttosto parliamo di un ‘avanzo contabile', ossia sappiamo che quelle somme ci saranno, anche se nell'immediato non ne possiamo disporre».
Quell'avanzo contabile ha già una destinazione ben precisa: 1milione 700mila euro è destinato a coprire gli incassi del'Ici del gruppo D, somme che non si sa, però, se si riusciremo a incassare.
«Se quei proventi dovessero arrivare», hanno spiegato dal Comune, «sbloccheremo quel milione di euro, in caso contrario abbiamo già previsto la copertura».
Altri 470mila euro sono riservati al Titolo II° del bilancio, ossia spese in conto capitale, e sono destinati a finanziare opere strutturali; 158mila euro devono coprire il credito Iva non ancora riscosso; la somma rimanente, 3milioni 700mila euro circa, sono accantonati a copertura nel bilancio dei residui attivi, ossia dei crediti nei confronti di terzi non ancora riscossi.
«Il dato è sicuramente positivo», ha commentato l'assessore, «ma non deve indurci ad abbassare la guardia: paradossalmente, infatti, è possibile per l'Ente pubblico avere residui passivi, ossia debiti, e contemporaneamente un avanzo di amministrazione che però non è una liquidità immediatamente disponibile, ma piuttosto è un avanzo puramente contabile».

28/07/2010 10.17