Musei gratis, la Uil Bac: «un euro simbolico per rilanciare la cultura»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2287

CHIETI. Nell'ultimo anno, più della metà dei visitatori non ha pagato il biglietto per Uffizi, Galleria Borghese, scavi di Pompei, Colosseo, Palazzo Reale a Napoli, Reggia di Caserta.


Per assurdo se ciascuno dei quasi 18 milioni di "esenti" su 32 milioni totali versasse un simbolico euro, si potrebbero autofinanziare nuove assunzioni di personale, a tempo, per la vigilanza e l'accoglienza.
E' questa la proposta di Gianfranco Cerasoli, Segretario Nazionale della Uil Beni Culturali, non solo per colmare l'attuale cronica carenza e l'età media pericolosamente alta, ma per rilanciare e potenziare l'intera offerta culturale nazionale.
Anche l'Abruzzo non è da meno per i visitatori che accedono gratuitamente nei Musei Archeologici Nazionali di Chieti (Villa Frigerj e La Civitella) e Campli: «sono 6702 i cittadini che hanno avuto accesso gratuito (over 65,under 18, insegnanti, giornalisti) contro 802 visitatori che hanno pagato nei primi 3 mesi del 2010», spiega Giuseppe La Spada, segretario provinciale Uil Bac.
Con questi dati l'Abruzzo occupa il sesto posto tra le 17 regioni sedi di musei nazionali, con una percentuale del 79 per cento sul totale dei visitatori venuti a visitare i reperti archeologici tra gennaio e marzo di quest'anno.
«C'è da ricordare», continua La Spada, «che l'altro principale Museo Nazionale, quello de L'Aquila è inagibile a causa del sisma; ma il problema reale, che attanaglia i beni culturali è l'esiguità del personale addetto ai servizi di vigilanza e l'età media di questi lavoratori, che in molti casi si avvicina alla pensione». 
Quindi la proposta di Cerasoli si inserisce in un quadro drammatico dei Musei statali abruzzesi «che spesso», sottolinea il segretario provinciale, «sono aperti grazie alla disponibilità del personale che ad esempio per quelli archeologici può contare su solo 44 addetti per l'intera regione, compresa l'apertura anche delle aree archeologiche in provincia di Chieti (Iuvanum) e L'Aquila (Amiternum,Sulmona)».
In più c'è lo spettro della manovra economica che per i prossimi cinque anni si abbatterà sui beni culturali con un taglio di 2,3 miliardi.
27/07/10 9.25