Antenne in mezzo al mare, lo studio c'è

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il progetto esiste ed è stato illustrato ieri nella sala consiliare di Pescara come annunciato qualche settimana fa. Le antenne di San Silvestro potrebbero essere spostate in mezzo al mare su una piattaforma alta almeno 100 metri.
Sarebbero queste le condizioni per risolvere, pare definitivamente, un problema che si trascina da almeno un ventennio e che ha scatenato i residenti in molteplici proteste dure e plateali.
Ma vi sarebbero ancora alcuni problemi tecnici da risolvere, non ultimo quello di cambiare l'orientamento di tutte le antenne degli utenti.
Lo studio è stato redatto dalla Regione Abruzzo e dal professor Fabio Graziosi della Facoltà di Ingegneria dell'Università de L'Aquila e presentato ieri pomeriggio ai residenti.
Mercoledì prossimo, 28 luglio, lo studio di fattibilità sarà inserito sul sito on line della Regione Abruzzo per essere consultato ed eventualmente osservato.
Tra circa 10-15 giorni la Regione Abruzzo potrebbe approvarlo (per il sindaco Mascia è cosa certa) con una delibera di giunta per poi presentarlo al Ministero.
L'obiettivo è chiaramente quello di liberare finalmente la collina dalle antenne giudicate nocive e che creano problemi di convivenza ai cittadini della zona.
Oltre al sindaco Mascia e il capogruppo Pdl, Lorenzo Sospiri, erano presenti in sala tra gli altri Antonio Sorgi, dirigente del settore Ambiente della Regione Abruzzo, gli assessori all'Ambiente Isabella Del Trecco, al Patrimonio Eugenio Seccia e alla Solidarietà Carla Panzino, il vicesindaco Berardino Fiorilli, il consigliere comunale Antonio Sabatini, il Presidente della Circoscrizione Porta Nuova Piernicola Teodoro e oltre duecento residenti di San Silvestro che hanno ascoltato l'illustrazione tecnica del progetto.
«Il nostro primo obiettivo», ha spiegato Sorgi, «è stato quello di capire se esisteva un'alternativa possibile per spostare le antenne da San Silvestro in una sede più compatibile rispetto alla presenza antropica, ossia non ricorrendo a zone comunque urbanizzate, ma piuttosto trasferire il servizio su una piattaforma marina. Con l'università abbiamo effettuato verifiche di tipo elettromagnetico, anche per accertare eventuali effetti sulla fauna ittica, quindi sono state eseguite prove sul broadcasting, per accertare quali disagi avrebbe arrecato l'operazione in termini di ricezione del segnale sulla costa da parte degli utenti. Gli studi sin qui condotti ci hanno confermato la fattibilità della proposta. Non solo: sulla costa ci sono già delle piattaforme off-shore utilizzabili, della grandezza di oltre 600 metri quadrati». «L'ipotesi messa a punto», ha detto il professor Graziani, «prevede il posizionamento delle antenne a una quota di circa 100 metri dal livello del mare per garantire una completa copertura del servizio. La conclusione dello studio dimostra chiaramente che con la delocalizzazione su piattaforma off-shore verrebbe risolto il problema dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, passando da una situazione da trattare con riferimento ai limiti di esposizione e ai livelli di attenzione al pieno raggiungimento degli obiettivi di qualità. Grazie alla distanza dalla costa di alcuni chilometri non sono significativi gli effetti dovuti alla presenza della superficie marina sulla copertura radio e soprattutto grazie alla ridotta entità dello spostamento del sito di broadcasting rispetto alla collocazione originaria non sono rilevanti le variazioni relative all'interferenza prodotta. Dunque l'ipotesi di delocalizzazione su piattaforma off-shore appare, dal punto di vista radioelettrico, compatibile con il Piano Nazionale di Assegnazione delle frequenze; dal punto di vista dell'utente la delocalizzazione comporterebbe limitati disagi per alcune zone circoscritte, con la scarsa necessità di un nuovo puntamento delle antenne televisive domiciliari. Infine si tratta di un trasferimento perfettamente compatibile con l'introduzione del sistema analogico».
Ma per ora «non è ancora possibile fare una valutazione economica del progetto», visto che si è ancora in una fase di studio.
Al termine della riunione il sindaco Albore Mascia ha consegnato copia dello Studio a Mariano D'Andrea, portavoce del Comitato di lotta contro le antenne, il quale ha espresso pieno apprezzamento per la proposta.

27/07/2010 7.11

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