Cardiochirurgia Chieti, si decide su variante. La Baraldi spiega il Piano

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Cardiochirurgia Chieti, si decide su variante. La Baraldi spiega il Piano
CHIETI. È previsto per domani l’incontro tra il manager Asl, Francesco Zavattaro, e l’impresa costruttrice per decidere in modo definitivo sulla variante per il cantiere della Cardiochirurgia di Chieti. (Nella foto il sub commissario Giovanna Baraldi)
Come noto, in una precedente riunione è sembrato che la Asl voglia modificare quanto già approvato, il che ha fatto sorgere il dubbio di un ostacolo al completamento del lavoro.
Una possibile rimodulazione della variante, peraltro quasi completamente realizzata, porterebbe, infatti, dei ritardi che però il manager nega.
«Penso che in sei mesi il lavoro possa essere completato», ha spiegato ieri a PrimaDaNoi.it lo stesso Zavattaro.
L'impresa costruttrice a questo punto aspetta solo l'ok per terminare il lavoro ed ultimare la variante così come approvata e come richiesto in una lettera del 9 luglio scorso.
Scriveva la Proger: «con la presente si torna a sollecitare la stipula dell'atto aggiuntivo (relativo alla perizia di variante n. 2 approvata) con l'Ati appaltatrice e senza il quale continua a perdurare il preoccupante stato di incertezza e di indeterminazione dei lavori che potrebbe essere motivo di maggiori oneri e danni a carico della Asl».
Dunque due posizioni contrapposte che in qualche modo dovranno trovare una sintesi ed un accordo per evitare contenziosi e allungamenti del cantiere.
Come si vede, il problema è più complesso di una polemica estiva e si è casualmente intrecciato con le polemiche sul Piano sanitario operativo.

IL TOUR DEL SUB COMMISSARIO BARALDI PER SPIEGARE IL PIANO

Ma resta il fatto che la Cardiochirurgia di Chieti (intesa come reparto) non ha ottenuto il riconoscimento che meritava e rischia in futuro altri tagli o comunque un ridimensionamento della sua importanza.
Il vero collo di bottiglia del reparto non è il numero dei posti letto o delle sale operatorie, ma la disponibilità delle camere di terapia intensiva post-operatoria.
Cioè non si può operare se non c'è il posto per assistere il paziente e monitorarlo dopo l'intervento, che non è solo il trapianto.
C'è comunque attesa per il chiarimento sui numeri veri del Piano, visti gli errori ammessi proprio dal sub commissario autore del progetto che ha ridisegnato la mappa dei posti letto in Abruzzo.
Inoltre non convince la superficialità con cui il presidente Chiodi (che sa far di conto…) nelle interviste ha parlato di una rete ospedaliera in cui entro 50 minuti il malato può raggiungere gli ospedali, mentre quei pochi altri abruzzesi che sono troppo lontani saranno assistiti con l'elicottero.
Un quadro dell'Abruzzo come se tutti avessero una macchina potente come le auto blu della Regione e come se l'elicottero costasse poco (si parla sempre di risparmi…) e potesse volare sempre anche di notte.
Il che non è: quindi ci si potrà ammalare solo di giorno e con il tempo bello e vicino ad un ospedale aperto.
Sul versante delle proteste, comincia anche un tour del sub commissario Giovanna Baraldi per spiegare il Piano.
Si comincia domani con i Collegi provinciali degli Infermieri, nella sala riunioni dell'Ospedale di Pescara.
A seguire incontri con i sindacati e con gli amministratori locali.
Viene sdoganata così la concertazione postuma: sì, parliamone tanto abbiamo già deciso tutto.
Altra cosa che stupisce è proprio il fatto che a spiegare sia il tecnico Baraldi. Magari sarebbe stato più appropriato il politico per difenhdere scelte politiche.

Sebastiano Calella 27/07/2010 7.35

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