La guerra dei funghi: la Provincia di Teramo minaccia sanzioni a Comuni

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Gli enti gestori di usi civici, siano essi Comuni o amministrazioni separate, non possono imporre «autonomamente contributi per la raccolta funghi».



A ribadirlo è –ancora una volta- la Provincia di Teramo che con una nota inviata ai Sindaci di Crognaleto e Rocca Santa Maria e all'Amministrazione separata di quest'ultimo comune (e per conoscenza al Prefetto, all'assessore regionale all'Agricoltura, all'Avvocatura della Regione, al Corpo forestale, alla Polizia Provinciale) avverte: «il persistente uso di tabellazioni per indicare aree di raccolta a fini economici senza la regolare autorizzazione rilasciata dalla Provincia» rappresenta una violazione della legge regionale e sarà sanzionata.
La questione non è di lana caprima visto che riguarda circa 7000 “fungaioli” che al momento sono costretti a pagare due volte: la prima alla Provincia per il rilascio del tesserino per la raccolta, così come previsto dalla legge regionale (30 euro l'anno) e la seconda per accedere alle aree gestite dai Comuni e dalle Amministrazioni separate che impongono un ticket giornaliero con l'utilizzo di tabellazioni e limitazioni d'ingresso.
Comuni e Amministrazioni separate si appellano alla Legge sugli usi civici, la Provincia alla legge regionale 34 del 2006 modificata 3 mesi fa che vieta (articolo 5 comma 4) espressamente per «Comuni, Comunità Montane e Amministrazioni separate» la possibilità di «imporre autonomanente contributi aggiuntivi e di diversificare fra residenti e non».
«La Provincia non si è mai espressa contro gli usi civici e ha chiesto più volte chiarimenti alla Regione in merito ma fino a disposizioni di segno diverso è nostro dovere far rispettare quanto previsto dalla legge regionale», afferma l'assessore Giuseppe Antonio Di Michele che aggiunge: «la nostra non è una battaglia di principio ma una difesa del cittadino che per raccogliere i funghi si vede chiedere i soldi due volte. Questo mi sembra davvero inaccettabile».
A questo punto, scrive l'assessore Di Michele, sostenuto dal parere dell'Avvocatura dell'ente e dal dirigente del settore: «ogni violazione alla normativa regionale sarà debitamente accertata e sanzionata».
Val la pena di ricordare che le somme che la Provincia incassa per il rilascio dei tesserini vengono reinvestite interamente nell'organizzazione di circa dei Corsi Micologia (25 circa) resi obbligatori dalla stessa norma, tutti completamente gratuiti per gli utenti.

26/07/2010 13.15