Armi nei Parchi d'Abruzzo? Wwf: «inaccettabile»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La proposta arriva dal capogruppo Pdl alla Regione Abruzzo, Gianfranco Giuliante, che è anche commissario del Parco nazionale della Majella e vicepresidente di Federparchi.


«Armi a gogò nei parchi nazionali e regionali abruzzesi se passa la proposta di Giuliante», annuncia allarmato il Wwf.
L'idea sarebbe quella di liberalizzarel trasporto delle armi (“in quanto mero trasferimento delle stesse quali oggetti inerti”) nei tre parchi nazionali abruzzesi – quelli della Majella, del Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise e del Gran Sasso e Monti della Laga - e nel parco regionale Sirente-Velino, in contrasto con le norme nazionali.
Per l'associazione animalista, a rendere ancora più «incredibile» e «grave» questa vicenda sarebbero due “piccoli” particolari: «Giuliante è anche Commissario del Parco Nazionale della Majella nonchè vicepresidente di Federparchi Nazionale!»
L'idea di Giuliante, in compagnia dell'assessore regionale Febbo e del presidente della commissione Agricoltura Prospero, è quella di far approvare il calendario venatorio della regione con una legge regionale della durata triennale. 
«Da sempre il calendario venatorio», ricordano dal Wwf, «viene deciso di anno in anno per via amministrativa dalla Giunta Regionale ma questa volta la via prescelta è diversa». L'obiettivo, secondo l'associazione ambientalista, sarebbe quello di sottrarre il calendario venatorio dai ricorsi «spesso vincenti» delle associazioni «visto che una legge regionale non è appellabile davanti al TAR ma solo davanti alla Corte Costituzionale con tempi molto più lunghi e con una procedura tortuosa. Questo la dice lunga sui contenuti del calendario venatorio», continuano dal Wwf, «perchè se si ha paura dei ricorsi evidentemente i proponenti sono consapevoli di sostenere norme distanti dal dettato delle leggi che 
regolano la materia per favorire i cacciatori a discapito della fauna».

Da dall'associazione fanno notare che Giuliante «ha inserito nel testo una norma contraria alla legge nazionale dei Parchi 394/91 che vieta l'ingresso delle armi nelle aree protette senza autorizzazione, legge che come Commissario del Parco della Majella è tenuto a far rispettare e che, come vicepresidente di Federparchi, sarebbe tenuto a difendere a spada tratta».
La legge nazionale, infatti, non permette l'ingresso di armi nei parchi se non dietro apposita autorizzazione dell'Ente Parco nelle forme stabilite dal Regolamento del Parco stesso.
Una norma confermata da numerose sentenze della Cassazione, introdotta per prevenire il bracconaggio, visto che altrimenti sarebbe quasi impossibile esercitare i controlli da parte del Corpo Forestale dello Stato.
«Se passasse il testo proposto da Giuliante», denunciano con preoccupazione dal Wwf, «qualsiasi cacciatore, fermato alle tre di notte con una carabina su una strada nel cuore di un parco nazionale,non sarebbe sanzionabile. Idem qualora le guardie ascoltino un colpo di fucile di notte e, accorrendo, fermino un auto con dentro un cacciatore con la doppietta ancora fumante».
«E' intollerabile che i parchi si trasformino in un far-west senza regole», commenta il consigliere nazionale, Dante Caserta.

26/07/10 11.28

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