A Calascio arriva il commissario prefettizio, a rischio manifestazioni culturali

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CALASCIO. Dopo il commissariamento di Montereale  arriva un commissario prefettizio anche a Calascio.


Nei giorni scorsi sono arrivate le dimissioni di 2 consiglieri comunali sui dodici assegnati al Comune di Calascio.
Altri sei consiglieri avevano rassegnato le dimissioni e solo per il primo si era provveduto alla surroga.
Amministrazione caduta e arrivo del commissario prefettizio, quindi, come stabilito dal prefetto dell'Aquila, Giovanna Maria Iurato, che ha nominato Natalino Benedetti, viceprefetto aggiunto in servizio presso la Prefettura dell'Aquila, commissario per la provvisoria amministrazione dell'Ente, con i poteri del sindaco, del Consiglio e della Giunta.
Il Prefetto ha nominato anche Maria Gabriella Casaccio, viceprefetto aggiunto in servizio presso la Prefettura dell'Aquila, quale subcommissario dello stesso Comune, con gli analoghi poteri del Commissario, per il periodo dal 30 luglio 2010 al 16 agosto 2010.
In attesa del relativo decreto di scioglimento, il Consiglio Comunale di Calascio è sospeso per novanta giorni.
Ma adesso in comune c'è chi teme che eventi già programmati possano saltare.
Come l'architetto Dario Banaudi che insieme ad un gruppo di amici professionisti, ognuno nel proprio campo, un anno fa subito dopo il terremoto decise di aiutare l'Abruzzo ed il territorio dell'Aquila in maniera diretta lavorando ad un progetto di rinascita del territorio, per l'Abruzzo e per gli abruzzesi.
Fondò l'associazione "Una Luce per la Rinascita" e scelse Calascio come luogo per il suo progetto. L'illuminazione della Rocca di questo fine luglio sarebbe stato l'inizio di un vero e proprio piano di riqualificazione del territorio.
La notizia dello scioglimento del Comune di Calascio è stato un brutto colpo per Banaudi ed i suoi collaboratori, che a pochi giorni dall'evento ora temono per le realizzazione dello stesso.
«Devo essere sincero, sono seriamente preoccupato e mi domando come un paese semi abbandonato di 100 abitanti come Calascio, dove le elezioni si decidono tra famiglie e per quattro o cinque voti, possa essere oggetto di smanie di potere per spartirsi i pochi e trascurati beni di un territorio che, lasciato a queste continue diatribe da cortile, rischia di morire. E questo Calascio non lo merita, non lo merita l'Abruzzo e non lo meritano quegli abruzzesi che hanno ancora un senso civico integro e che avrebbero più da insegnare che apprendere da chi li amministra».
«Sono arrivato qui con qualche amico ed intanto abbiamo illuminato a costo zero (contando solo sui propri mezzi e sull'aiuto di pochi amici, insieme a due generosi quanto limitati aiuti finanziar) la meravigliosa Rocca di Calascio. Abbiamo messo in piedi un progetto di scuola d'Arte grazie alla Società Umanitaria di Milano, uno di Cooperativa agricola, uno di un museo del territorio ed una tre giorni di eventi medievali, con tanto di esibizione di scuola di falconeria, sempre usando il proprio tempo ed i propri mezzi. Ed in questo anno, fin dall'inizio, ci sono state in paese, boicottaggi, lettere anonime, pettegolezzi su disgrazie altrui, insomma tutto il miserabile armamentario che ormai è ridotta ad usare la "politica" quando è mossa da interessi personali e dimentica che il suo scopo sarebbe il governo virtuoso della città e dei suoi abitanti. Con il risultato che ora si rischia di compromettere tutto. E' un rischio però che proveremo con tutte le nostre forze ad evitare - ha concluso Banaudi - perché siamo convinti di fare il bene dell'Abruzzo e di questi luoghi, che ci hanno stregato ed adottato e per i quali vale la pena battersi».

26/07/2010 10.15