Carcere Teramo, «aggrediti 4 agenti della polizia penitenziaria»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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TERAMO. In poche ore agenti aggrediti a Teramo e rissa tra detenuti  a Sanremo. Situazione incandescente. Sappe: «non si perda ulteriore tempo prezioso».

 
Nelle carceri italiane, sovraffollate di quasi 69mila detenuti, continuano i focolai di protesta dei ristretti e le aggressioni ai poliziotti penitenziari e c'è il pericolo di effetti domino ed emulazione.
In poche ore ben 4 agenti sono stati aggrediti nel carcere di Teramo. A Sanremo, invece, si è sfiorata la rissa tra polizia penitenziaria e detenuti.
«Questi episodi vanno a tutto discapito della sicurezza dei penitenziari e delle donne e degli uomini del Corpo, a cui mancano ben 6mila agenti, che stanno 24 ore su 24 nella prima linea delle sezioni detentive», ha denunciato Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe.
«In tutto questo drammatico contesto, sconcerta la mancanza di provvedimenti concreti ed urgenti sulle gravi criticità penitenziarie».
Per queste ragioni il segretario rinnova il proprio appello al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed al Ministro della Giustizia Angelino Alfano «per l'adozione di urgenti interventi per il sistema carcere, a cominciare dalla più volte annunciata assunzione straordinaria di 2 mila nuovi agenti di Polizia Penitenziaria».
«Le continue tensioni nelle carceri italiane, in atto ormai da molti mesi», continua Capece, «sono estremamente significativi per comprendere la quotidiana difficoltà lavorativa delle donne e degli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria e rafforzano il nostro appello dei giorni scorsi alla classe governativa e parlamentare finalizzato a porre tra le priorità di intervento quello dell'emergenza penitenziaria  adottando con urgenza rimedi strutturali al sistema penitenziario».
Primo tra tutti l'assunzione degli agenti che mancano dagli organici del Corpo. «Ma anche», continua il segretario, «la necessità di una  modifica del sistema penale – sostanziale e processuale – che rendano stabili le detenzioni dei soggetti pericolosi affidando a misure alternative al carcere la punibilità dei fatti che non manifestano pericolosità sociale, prevedendo che i compiti di controllo sull'esecuzione penale e sulle misure alternative alla detenzione siano affidati alla Polizia Penitenziaria».

26/07/2010 9.14