Abbattuta la chiesa di San Giovanni Teatino: «si poteva salvare»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Abbattuta la chiesa di San Giovanni Teatino: «si poteva salvare»
SAN GIOVANNI TEATINO. Polemiche ed indignazione per l’abbattimento della chiesa di San Giovanni Teatino. Alcuni cittadini si dicono «sconfortati» ma hanno dovuto assistere impotenti «alla scomparsa di un pezzo di storia del loro paese».

Una questione che è stata diffusa anche sui social network e che denuncia l'abbattimento di un edificio che secondo alcuni si poteva salvare.
Parla di «simbolo della città» anche il capogruppo del Pdl all'opposizione, Giorgio Di Clemente.
«Non si tratta soltanto di uno schiaffo alla storia e al nostro passato», dice, «ma anche di un' azione di ignobile mancanza di rispetto nei confronti dei nostri antenati, che hanno ricostruito con fatica quella chiesa dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. E' lì che i nostri padri e i nostri nonni sono nati e si sono sposati, è lì che le nuove generazioni sono cresciute, mentre ora c'è soltanto un cumulo di macerie. Ben venga la modernità, ben venga la nuova chiesa: questo, però, non significa cancellare il passato».
Ora i fedeli dovranno accontentarsi per diversi mesi di una ex palestra scolastica adibita a luogo di culto, nell'attesa del nuovo santuario, che si preannuncia ultra-avveniristico e già ampiamente pubblicizzato dalla amministrazione comunale.
Il Comune, infatti, già dal 2006 ha deciso di affidare la progettazione della nuova chiesa all'architetto Mario Botta. Le contestazioni partono da lontano ma i cittadini sono stati chiamati anche ad esprimersi con un referendum.
«Ma, certamente, non riuscirà mai a sostituire la vecchia chiesa nei ricordi dei cittadini», sostiene ancora l'esponente del Pdl, «mentre a L'Aquila si cerca di salvare la storia, a San Giovanni Teatino essa viene cancellata con un colpo di spugna: dove sono gli innumerevoli enti culturali che fanno capo al Comune? Cultura non significa soltanto organizzare manifestazioni estive di grido, ma conservare ad ogni costo un patrimonio che rappresenti l'identità del paese».
Alcuni cittadini hanno poi fotografato con irritazione le rovine del vecchio organo, che nessuno ha pensato di trarre in salvo.
24/07/2010 10.39

«INTERESSEREMO LA CORTE DEI CONTI»

«Il gruppo dell'Unione per San Giovanni Teatino ha tentato in ogni modo di conservare la struttura religiosa ormai abbattuta»,, commentano Sandro Paludi e Alessandro Feragalli, «destinandola ad un teatro-auditorium che facesse diventare Sambuceto il polo culturale dell'area metropolitana.
Ma i 3 milioni di euro, con cui  si sarebbe potuti ristrutturare ed adeguare sismicamente la struttura, il sindaco Caldarelli li ha destinati al finanziamento della nuova chiesa di Botta, nonostante don Bonifacio, nella convenzione relativa all'accordo di prgramma "Nuovo centro di Sambuceto" a nome della parrocchia, in cambio dell'ottenimento dei terreni si obbligava a realizzare la chiesa e tutte le strutture connesse con i propri fondi e senza nessun onere per il comune».
In merito alla gestione delle risorse pubbliche il gruppo dell'Unione interesserà la Corte dei Conti.
«Nel frattempo ci rammarichiamo perchè dal nostro paese è stata cancellata l'unica testimonianza emotiva ed affettiva che univa tutti e che si sarebbe dovuta salvare ad ogni costo, come ricordava proprio l'architetto Mario Botta il 2 dicembre 2009 su La Repubblica "la chiesa non è mai un prodotto obsoleto che può essere venduto, riciclato o abbattuto a cuor leggero. Per le chiese deve valere la stessa attenzione che si ha per le antiche rovine che, a Roma, a Firenze o in tante altre città europee, sono conservate e accudite. Solo in casi estremi vanno sconsacrate e riadattate per altre funzioni sociali"».
Duemila anni fa fu Gesù a cacciare i mercanti dal tempio ma questa volta, purtroppo, è accaduto il contrario.
26/07/10 12.27