Sasi, Di Stefano (Pdl): «gestione cieca ed irresponsabile»

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. «La Sasi deve regolarizzare tutte le inadempienze in essere su diverse questioni formali entro il 31 dicembre prossimo, altrimenti rischia di non poter partecipare alla gestione del sistema idrico del chietino».



E' categorico il senatore Fabrizio Di Stefano che ieri ha fatto l'annuncio in una conferenza stampa ed è tornato ad accusare la gestione «cieca e irresponsabile» della società.
«Nonostante le continue sollecitazioni», ha insistito il senatore «torniamo ad allertare la Sasi e la sua gestione affinché prenda finalmente contezza delle proprie mancanze, soprattutto nei confronti dei lavoratori».
La Regione Abruzzo ha più volte richiamato la Sasi ad una corretta gestione riscontrando non solo problemi di natura tecnica, come i disservizi soprattutto lungo la costa adriatica, ma anche, e soprattutto, per quanto riguarda le inadempienze amministrative dell'Ente.
«Una gestione quanto meno discutibile e che rischia di provocare danni irreparabili», afferma Di Stefano.
«Oggi non siamo a ricordare soltanto le già note inadempienze che hanno avuto nei mesi scorsi larga diffusione sugli organi di stampa, nè a sottolineare che il Consiglio D'Amministrazione è ad oggi ampiamente scaduto e che nella sua composizione numerica non è corretto, ma siamo soprattutto ad evidenziare quanto già denunciato dalla Cisl».
La stessa infatti, con una nota del 30/06/2010, sollecitava l'Azienda ad attivare quanto necessario per assicurare un futuro certo per i dipendenti e salvaguardare in modo equo gli interessi dei lavoratori.
A questa prima richiesta, in data 14 luglio, se ne era poi aggiunta una seconda, con la quale era tornata a chiedere all'Azienda notizie sugli adempimenti adottati e richiesti dall'Ente Ambito del Chietino per il mantenimento della gestione in scadenza al 31/12/2010".
«Perchè la Sasi non dà seguito a queste richieste?», domanda Di Stefano. «E perchè fingono di non sapere che il Decreto Ronchi, proprio in quella data imporrà delle scelte ben precise?»
Il rischio è infatti che dal 1° gennaio 2011 l'Azienda non sarà più nelle condizioni di gestire il Servizio Idrico Integrato «con un danno inestimabile sia per i circa 130 lavoratori che si ritroveranno senza un'occupazione, che per i comuni, che sono i proprietari della Sasi e che si ritroveranno una società senza alcun valore».
«Purtroppo c'è una parte politica, la sinistra», conclude Di Stefano, «che pur di salvaguardare le poltrone dei propri rappresentanti sta chiudendo gli occhi su questo enorme disastro che gli stessi stanno provocando. Ognuno faccia la sua parte, e chi ha la gestione politica della Sasi se ne assuma anche le responsabilità».

24/07/2010 9.55