Fiat, la denuncia Fiom: «Sevel minaccia di licenziare chi è in malattia»

Alessandro Biancardi

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ATESSA. «La Sevel minaccia di licenziamento i lavoratori che sono stati in malattia. L'Azienda continua nella campagna di intimidazione».


Lo afferma in una nota Enzo Masini, coordinatore nazionale auto della Fiom Cgil riferendosi a quanto accaduto allo stabilimento di Atessa, una joint-venture Fiat con Psa.
«Le lettere inviate oggi ai lavoratori della Sevel confermano che è in atto una campagna di intimidazione della Fiat, diversa da stabilimento a stabilimento, per creare un clima esasperato e incutere timore ai lavoratori», dice Masini.
Nella lettera, che è arrivata a diverse decine di lavoratori e lavoratrici, si riconosce che le assenze per malattia sono state fatte nell'ambito delle disposizioni di legge e contrattuali ma si conclude «con una minaccia esplicita con la quale l'azienda si riserva di valutare la prosecuzione del rapporto di lavoro. Quindi si chiede ai lavoratori di andare a lavorare anche se malati».
Per l'esponente della Fiom, «a ciò che risulta da un primo riscontro fatto dalle Rsu tra i lavoratori e le lavoratrici che hanno ricevuto la missiva, si tratta in prevalenza di persone con un'alta anzianità aziendale e in prevalenza donne. In molti casi la lettera è stata inviata a lavoratori con gravissime patologie mediche».
«La Fiat - conclude Masini - continua a perseguire l'obiettivo di governare gli stabilimenti non con la ricerca del consenso partecipato dei lavoratori ma con una impostazione autoritaria e ottocentesca basata sul rapporto di forza. Lo sciopero di domani, dopo questo ulteriore atto di intimidazione, assume un significato ancora maggiore».
23/07/10 11.38