Ecco perché i 40 sindaci che hanno promosso Di Cristoforo sono «responsabili»

Alessandro Biancardi

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Ecco perché i 40 sindaci che hanno promosso Di Cristoforo sono «responsabili»
ABRUZZO. Non c’è una gestione più dissennata di quella dell’Aca degli ultimi anni. Non c’è bisogno di grossi sforzi per capirlo. Eppure i sindaci soci dell’Aca non lo capiscono e votano la fiducia al presidente e ai vertici tutti.
Il portavoce di un certo Pd abituato da anni a sentir parlare di “partito dell'Acqua” salta sulla sedia se l'assemblea che ha ridato fiducia alla gestione Di Cristoforo viene definita ''combriccola allegra e superficiale''.
Infondo bisogna avere un grosso coraggio per ammettere i propri errori.
Ma sulla gestione idrica quello che manca, più che il coraggio, è la democrazia che porta sempre il rispetto delle regole e del controllo vero, fatto di bilanciamento dei poteri.
Nella gestione di Aca e Ato è sempre mancata la trasparenza (molti atti nemmeno si pubblicavano all'albo pretorio che controllano in cinque persone l'anno), dunque è mancato un vero controllo e per questo il sindaco Castricone e gli altri dovranno sopportare il fatto che in molti dubitano sulla veridicità della sua affermazione che vorrebbe i 40 sindaci (di Pd e Pdl) che hanno dato fiducia alla attuale amministrazione Aca, essere «persone responsabili».
Oggi sappiamo che gran parte dei sindaci soci sono dalla parte del presidente Di Cristoforo e della sua gestione che definiscono «buona».
Peccato che i fatti, la storia e le carte dicano il contrario e solo per questo in un paese normale si sarebbe stati obbligati alle dimissioni.
Ma i sindaci sanno molto di più di quello che vogliono far credere ed il loro silenzio oggi significa assenso pieno ad una certa politica, quella vecchia e vuota, dove basta impapocchiare una risposta che sembra ben detta e ci si dimentica della sostanza.
La sostanza, infatti, è molto diversa.
Nelle inchieste di PrimaDaNoi.it sull'argomento degli ultimi mesi abbiamo potuto notare, per esempio, come moltissimi rappresentanti dell'assemblea dell'Aca non avessero letto il bilancio che era stato approvato tra le proteste ed in molti non hanno nemmeno le competenze per poterlo comprendere a fondo (occorrono davvero conoscenze specifiche e tecniche). «Ci fidiamo di quello che ci dicono i revisori», ci hanno detto in molti.
Ma il documento lo votano lo stesso assumendosi però personalmente il rischio di avallare un bilancio eventualmente non del tutto veritiero.
Un sospetto che rimane non chiarito nemmeno dal presidente Di Cristoforo che è solito argomentare senza documenti.
Eppure nemmeno dopo le domande inevase tra i 40 sindaci favorevoli si è levata qualche curiosità.
Perché se quei sindaci fanno bene il loro dovere e sono responsabili non spulciano tra le carte e verificano oppure valgono solo gli ordini di scuderia?
E poi perché nessun sindaco responsabile si è appassionato nel cercare di capire come si possa fare a passare in un anno da 10milioni di passivo a 500mila di attivo?
E' un miracolo che gli addetti ai lavori hanno motivato con «è troppo difficile da spiegare ci sono troppi passaggi tecnici». Vero, ma si è trattata solo di una scusa per eludere la domanda ed evitare la risposta. Perchè nessuno dei 40 sindaco responsabili (del Pd e del Pdl) ha chiesto lumi sulla riduzione quasi della metà del contratto idrico da 4,3mln a 2,5mln nel bilancio appena approvato?
Ci sono delle ragioni precise ma nessuno le ha esplicitate. Parrebbe un fattore importante visto che si risparmiano due milioni in un colpo solo.
Questa riduzione motivata da ragioni così complesse da non poter essere spiegate non riduce in maniera strumentale anche la voce “uscita” del bilancio?
Perché nessun sindaco ha chiesto le carte per capire come mai l'Aca ha perso milioni di euro nell'affare con la Soget che ha partecipato ad almeno due gare pubbliche in perfetta solitudine?
Non dovrebbero essere atti pubblici questi? Perché non si ritrovano sul sito istituzionale?
Perché nessun sindaco si è appassionato e alla cifra di oltre 60mila euro per l'acquisto di riviste e giornali?
Il call center da 500mila euro è stato affidato all'esterno con quali criteri di utilità e perché dopo le polemiche adesso si dice di volerlo revocare?
Che dire poi della risposta del presidente Di Cristoforo sull'ufficio stampa che non sa di avere e magari di pagare?
Perché nessun sindaco ha chiesto spiegazioni sul premio di produzione che Di Cristoforo si sarebbe dato per un ammontare di 19mila euro e che lui chiama “prestito”?
Perché dopo le nostre domande ha deciso di restituire quel “prestito” e perché il collega di partito Camillo D'Angelo invece sembra conoscere la verità e le carte?
D'Angelo ha dichiarato di sapere che non si tratta di un prestito eppure nessuno ha sollevato il problema né all'interno del Pd né nel Pdl che invece hanno rinnovato la fiducia al presidente.
Ma poi Di Cristoforo ha davvero riconsegnato la cifra all'Aca e con quale motivazione?
E che dire degli storni selvaggi? Nessun sindaco responsabile si è mai accorto che centinaia di bollette e fatture venivano annullate con pretesti più vari?
Di solito perdite fantasma o contatori malfunzionamenti che venivano precipitosamente gettai via che però conteggiavano migliaia di metri cubi di acqua che i cittadini speciali poi non pagavano. Quelli che avevano aderenze importanti e magari erano simpatizzanti del partito.
Ma erano manovre strumentali e spesso opacissime che hanno inciso pesantemente sulla «ottima gestione» del presidente Di Cristoforo e dei suoi illustri predecessori facendo perdere milioni di euro di incassi. Anche questa è stata la «buona gestione» fino a pochissimi mesi fa.
Ma di questo i 40 sindaci responsabili non sanno nulla e ci può stare. Ma perché non chiedano e non vogliano sapere questo rimane un mistero.
E' la stessa Aca che ammette la faciloneria (sempre per usare termini delicati) ma solo dopo le perquisizioni avviate in seguito all'inchiesta della procura di Pescara per gli storni selvaggi. L'ennesima prova di errori e di una gestione fallimentare arriva dalla stessa Aca
ma tutto questo ai sindaci soci non interessa
E come mai i sindaci non si sono mai accorti che tra Ato e Aca non vi è mai stato un contratto che potesse inchiodare la società pubblica ad obblighi ed obiettivi precisi?
Come facevano gli stessi sindaci che siedono un po' all'Ato ed un po' all'Aca a non accorgersene?
Le domande ci sono, le risposte mancano ancora. Per ora.

23/07/2010 7.51

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