Rifiuti, aumentano i costi nel Pescarese, presto si pagherà di più

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Mentre l’attenzione in questa calda estate 2010 è rivolta verso gli accordi per coprire gestioni fallimentari del sistema idrico, in assoluto silenzio, quasi gli stessi sindaci- questa volta in veste di soci di Ambiente spa-, la società partecipata per la raccolta dei rifiuti in una trentina di Comuni, ritoccano la tariffa. * SPOLTORE, 60MILA METRI QUADRI PER LA DISCARICA DELLA DECO

PESCARA. Mentre l'attenzione in questa calda estate 2010 è rivolta verso gli accordi per coprire gestioni fallimentari del sistema idrico, in assoluto silenzio, quasi gli stessi sindaci- questa volta in veste di soci di Ambiente spa-, la società partecipata per la raccolta dei rifiuti in una trentina di Comuni, ritoccano la tariffa.

* SPOLTORE, 60MILA METRI QUADRI PER LA DISCARICA DELLA DECO


L'altro ieri l'assemblea dei sindaci di Ambiente SpA «ha preso atto dell'adeguamento tariffario comunicato da Deco SpA in base al contratto in essere dal 2003 per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, a seguito dell'entrata in funzione del Trattamento Meccanico Biologico (Tmb) di contrada Casoni di Chieti».
Deco spa è il socio privato di Ecologica srl la società controllata da Ambiente spa che è invece totalmente pubblica.
La Deco, di proprietà della famiglia Di Zio, fino allo scorso mese di gennaio era diretta dagli stessi esponenti della famiglia.
Per il conferimento dei rifiuti a carico dei Comuni si passa ora dagli attuali 113 euro a tonnellata a 128,09 euro a tonnellata.
Il corrispettivo è stato applicato «per coprire le maggiori spese inerenti il trasbordo, il trasporto, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti».
Per il presidente di Ambiente spa Massimo Sfamurri, «questo adeguamento non comporta automaticamente alcun aumento delle tariffe a carico dei cittadini, sulle quali sono competenti i singoli Comuni».
L'ex Ds si trova d'accordissimo con l'assessore pescarese di centrodestra, Isabella Del Trecco, «tale aumento», dice, «non produrrà però alcuna conseguenza concreta sui cittadini di Pescara: l'amministrazione comunale ha infatti già stanziato una somma maggiore in bilancio destinata a finanziare il servizio, dunque non avremo bisogno di aumentare l'impegno di spesa per fronteggiare la situazione né di incrementare le entrate dell'Ente applicando eventuali aumenti della bolletta». Per ora.
Ma il politichese deve per forza lasciare il passo alla logica e se vogliamo all'economia. Se Ambiente spa dovrà pagare di più il servizio (tra le altre cose per il conferimento in discarica…) è chiaro che la stessa società dovrà prenderli da qualche parte questi soldi e allora li chiederà ai Comuni. E i Comuni prima o poi chiederanno di pagare quella cifra in più. A chi?
Lo stesso Sfamurri per l'ennesima volta da anni ha parlato con orgoglio dei risultati della raccolta differenziata e dell'impegno dei Comuni a farla incrementare.
Eppure da un decennio questo sistema di raccolta stenta. In alcuni casi non è mai partito, in altri solo di recente e dopo la notizia che la procura di Pescara stava indagando e mettendo il naso su una serie di scelte operate proprio nel campo dei rifiuti.
Così la promessa ancora una volta è: più raccolta differenziata, meno si paga la Tarsu. Un ritornello stonato ripetuto da un decennio pure questo ed in questo tempo qualcuno si è accorto che invece si paga sempre di più.
Qual è il motivo? Chi mente e chi specula?
Intanto il dirigente della Regione Franco Gerardini ha comunicato all'assemblea dei soci che sono già in corso i procedimenti autorizzativi richiesti da Ambiente SpA per incrementare il volume dell'impianto di Colle Cese (“Autorizzazione integrata ambientale – comunicazione di variante non sostanziale”), procedura grazie alla quale il volume residuo della discarica viene portato a circa 162 mila metri cubi.
L'assemblea ha poi affrontato l'annoso problema del completamento della filiera dei rifiuti.
Ha infatti delegato formalmente il consiglio d'amministrazione di Ambiente SpA a lavorare per la realizzazione – di cui si è già parlato con Regione e Provincia – di un «impianto innovativo» per il recupero delle frazioni organiche derivate dalla differenziata (tecnicamente 'biodigestore anaerobico con recupero del biogas e annesso impianto di compostaggio') da localizzare presso l'impianto pubblico di Colle Cese.
«In questo modo», dice Sfamurri, «poniamo le basi per far fare alla filiera dei rifiuti della provincia di Pescara un deciso salto di qualità: i Comuni non saranno più costretti a recarsi fuori provincia per conferire l'umido, procedura che oggi comporta un aggravio consistente dei costi a partire dal trasporto».
Al tempo stesso l'assemblea ha chiesto a Provincia e Regione di localizzare sedi per un nuovo impianto di discarica pubblica: la Provincia di Pescara ha comunicato nella stessa sede che il Piano provinciale dei rifiuti – atto dal quale dipende l'individuazione del nuovo impianto – sarà rivisto entro settembre.
L'assemblea dei sindaci, dopo aver prorogato al 30 settembre l'accordo di solidarietà con la provincia di Teramo per il conferimento dei rifiuti, ha istituito – su proposta del consiglio d'amministrazione – un Comitato ristretto dei sindaci (a costo zero) con funzioni consultive del CdA stesso nelle scelte strategiche. Il Comitato, è composto dai rappresentanti dei Comuni di Pescara, Montesilvano, Città Sant'Angelo, Penne, Loreto Aprutino, Pianella, Spoltore, Alanno e della Comunità Montana Vestina.

22/07/2010 10.00


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SPOLTORE, 60MILA METRI QUADRI PER LA DISCARICA DELLA DECO

SPOLTORE. Le notizie circa la localizzazione di una discarica, la quarta, sul territorio del comune di Spoltore hanno trovato conferma nell'incontro tra il Comitato No alla Nuova discarica con il primo cittadino spoltorese Franco Ranghelli e con l'assessore all'urbanistica Ernesto Partenza.
Secondo l'amministrazione comunale non si tratta di una discarica ma di un impianto per la separazione dei rifiuti priva della frazione umida, un impianto voluto da un privato, la Deco, che ha acquistato 60mila metri quadri di terreno in una zona agricola per poi chiederne la trasformazione in artigianale/industriale.
«La definizione non cambia la sostanza», dicono dal Comitato. «Un'attività industriale potrebbe insediarsi nel cuore di una zona votata all'agricoltura e di fronte alla vecchia discarica di Fosso Grande».
Le pratiche per la variazione urbanistica sarebbero già a buon punto secondo quanto venuto fuori dall'incontro con l'amministrazione: c'è stato un primo parere favorevole ed adesso l'accordo dovrà tornare in consiglio comunale per essere approvato e per avere un ulteriore e definitivo via libera.
«Il Comune di Spoltore – ha detto Lorenzo Cesarone del Consab/Codacons, l'associazione che tutela i diritti dei residenti – si trincera dietro una ipotetica richiesta di danni da parte del privato in caso di mancata concessione della variazione urbanistica visto che la vicenda va avanti dal 2006, ovvero da quando è stato presentato il progetto. Noi chiediamo una valutazione dal punto dell'impatto socio ambientale ma soprattutto un forte no politico all'ennesima iniziativa privata che vuole trasformare Spoltore».
La sensazione che i rappresentanti del Comitato hanno avuto è stata quella di trovarsi di fronte ad un pacchetto già confezionato da tempo che attende solo di essere recapitato al destinatario.
Stasera alle 20,30 il Comitato si riunirà in assemblea, nella sede di via Vallecarbone 37 a pochi passi dalla Motorizzazione, per discutere del progetto di insediamento dell'impianto di trattamento dei rifiuti e delle azioni legali da intraprendere, «nessuna esclusa», per scongiurare «l'ennesimo scempio ambientale ai danni di Spoltore e di Pescara visto che l'industria andrebbe ad insediarsi proprio di fronte la vecchia discarica di Fosso Grande».

22/07/10 8.56